Chi perde
Ci sono diversi esiti di un lancio: la migliore delle ipotesi per il battitore è il boundary – la palla che esce dal campo – appena descritto. Il lancio può anche venire annullato, perché il lanciatore ha superato una delle due linee che limitano la posizione dei piedi al momento del lancio, no ball; oppure un lancio può essere considerato non valido se è stato effettuato in modo che il battitore sia troppo distante per colpire la palla, wide appunto.
Ci sono due diverse situazioni che si possono presentare se il battitore non colpisce la palla. Alle spalle del battitore c’è un ricevitore – il wicket-keeper – della squadra del lanciatore, che è deputato a raccogliere le palle che il battitore non colpisce. Non c’è, però, un limite di palle finite nelle mani del keeper che portino all’eliminazione del battitore – come al terzo strike nel baseball – e perciò un battitore può decidere di non colpire la palla se il lancio non gli pare abbastanza agevole da ribattere.
Il pericolo è che la palla colpisca il wicket, nel qual caso il battitore è eliminato, ed è il migliore scenario per un lanciatore:
Come nel baseball, un battitore viene eliminato anche quando una palla che ha colpito viene afferrata al volo da un giocatore dell’altra squadra, oppure quando il battitore viene bruciato sul tempo, nell’occupare una base, da un giocatore dell’altra squadra in possesso della palla.
La durata
Questa è più complessa. Ci sono diversi tipi di cricket, tre principali: quello tradizionale e più prestigioso, che può durare anche cinque giorni, chiamato Test cricket; la versione one day, che dura appunto un giorno; e il twenty20, introdotto negli ultimi anni perché si presta maggiormente alle riprese televisive e ai tempi dello spettacolo moderno, durando circa tre ore. Nella versione tradizionale ogni giorno si divide in tre diverse fasi, con una sosta per il pranzo e una per la merenda.
In realtà la durata di una partita non è stabilita solamente dal cronometro, ma anche dal numero fasi di gioco – innings, chiamati così sia al singolare che al plurale – di una partita e dalla quantità di over concessi a ciascun lanciatore: un over è un insieme di sei lanci validi, oltre il quale il lanciatore deve essere sostituto da un suo compagno di squadra (ciò, però, non ne comporta l’eliminazione).
Nel Test cricket gli innings sono quattro, due fasi offensive per ciascuna squadra, e gli over sono illimitati. Nello one day, invece, ciascuna squadra ha a disposizione 50 over e un solo inning. Il nome del twenty20 cricket deriva proprio dai venti over concessi a ciascuna squadra, disputati i quali la partita finisce.
Chi ci gioca
In genere in tutti i Paesi del Commowealth hanno una forte tradizione nel gioco del cricket: in alcuni di questi – e in particolare in Asia – è di gran lunga la disciplina con più appassionati. Hanno la licenza per disputare partite di Test cricket soltanto nove squadre nazionali al mondo – Australia, Bangladesh, India, Inghilterra, Nuova Zelanda, Pakistan, Sri Lanka, Sudafrica e Zimbabwe (la cui licenza tornerà attiva nel 2011) – più una squadra che raccoglie i giocatori di quindici isole che erano, o sono, dominio britannico.
Oltre a queste dieci nazioni, che vengono automaticamente qualificate al Campionato del mondo di cricket – che si svolge sulla formula one day –, ci sono poi trentaquattro nazioni che hanno lo status di “Associate Members”, rappresentate in giallo sulla mappa, tra cui anche l’Italia, oltre che altri sessanta “Affiliate Members”, per una somma complessiva di centoquattro stati in cui il cricket è praticato.






adesso mi aspetto qualcosa di simile anche per il lacrosse, per il lingerie football, l’australian football, il calcio gaelico e naturalmente…per il calcio storico fiorentino eh eh
L’italia si è appena qualificata seconda nei mondiali di quarta divisione che si sono tenuti nella settimana dal 16 al 22 agosta a Bologna.
Avendo vinto accederà ai mondiali di terza divisione, che si terranno a gennaio ad Hong Kong.
http://www.crickitalia.org/HomeItaliano.htm
l’attacco sul croquet è simile a quello di questo articolo
http://www.lungotevere.org/news.asp?id=9035&s=6&a=35
Ho avuto occasione di assistere alcuni anni fa a qualche partita del campionato italiano in un campo vicino a casa mia, molto impegno e buona volontà da parte dei giocatori, purtroppo poco pubblico per uno sport che (personalmente) trovo molto più interessante del tennis!
Buongiorno.
La spiegazione del gioco è ottima.
Dopodichè, giova ricordare che il cricket è oggi in Italia uno dei principali, se non il primo, integratore sociale. Infatti, non solo integra le etnie asiatiche con quella italiana ma anche tra di loro, cosa non meno difficile.
La Nazionale, quella che ha conquistato la promozione alla Division 3 della World Cricket League, si compone in egual misura di immigrati e oriundi italo – australiani ed italo – sud africani.
Quale una miglior sintesi della storia migratoria dei 150 dell’Italia per festeggiarne l’anniversario dell’Unità?
Il commento è di oggi, 2 marzo 2011, perchè il Post è linkato ad un articolo di oggi: voglio solo fare notare che parlare di “inghilterra e le sue colonie” è un errore troppo grosso; meglio sarebbe parlare di EX colonie BRITANNICHE (l’inghilterra è una parte della Gran Bretagna e oggi l’India, ad esempio, è una repubblica indipendente).