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Un ingorgo che dura da nove giorni

Una coda lunga 100 km sta bloccando una delle strade principali della Cina

L'ingorgo è causato dal peso eccessivo dei camion, che danneggiano la carreggiata

23 agosto 2010

Nove giorni di coda, che diventeranno molto probabilmente trenta. La G110, la China National Highway 110, è una delle più importanti arterie stradali della Cina. Lunga circa 1.400 chilometri, parte da Pechino e procedendo verso nordest arriva a Jining, nella regione autonoma della Mongolia Interna. Dal 14 agosto la strada è bloccata in un ingorgo lungo più di 100 chilometri, in cui migliaia di camion e camioncini procedono a passo d’uomo per giorni.

Come comunicato dagli ufficiali del centro di controllo del traffico di Pechino, il traffico è causato principalmente dalla capacità insufficiente della strada a quattro corsie, dove si stanno effettuando dei lavori su tratti di carreggiata danneggiati dal peso eccessivo dei camion che trasportano carbone o frutta e arrivano a superare spesso le otto tonnellate. A peggiorare l’ingorgo ci si mettono poi i piccoli incidenti e i problemi ad automobili e camion. Sempre secondo le autorità, è previsto che questa situazione possa andare avanti per almeno altre tre settimane, cioè fino al termine dei lavori previsto per il 13 settembre.

Ingorghi interminabili del genere non sono una rarità in Cina. Il mese scorso sempre sulla G110 è successa una cosa molto simile. Ad aggravare la situazione le poche alternative dei viaggiatori, che a volte preferiscono prendere comunque la superstrada nonostante sappiano a cosa stiano andando incontro.

«Eravamo stati avvisati di prendere altre strade, ma preferisco stare qua piuttosto che guidare e spendere di più» ha detto uno dei camionisti bloccati nell’ingorgo, Huang.

Al momento dell’intervista dell’agenzia di stampa Xinhua, Huang era bloccato su una sezione della strada da tre giorni e due notti. E, dice scherzando, la cosa più fastidiosa non è nemmeno il traffico, ma i venditori ambulanti che si riversano sulla superstrada dalle città vicine, con l’obiettivo di vendere ai viaggiatori cibo e bevande a quattro volte il prezzo del normale.

Circa 400 poliziotti sono stanziati lungo l’superstrada per controllare la situazione e mantenere l’ordine 24 ore su 24. Mentre molti accusano il governo, incolpando le regolamentazioni inefficenti e la pessima pianificazione stradale.

«Sarebbe una notizia se nelle città non ci fossero ingorghi» ha detto Niu Fengrui, direttore dell’Istituto per gli Studi Urbani e Ambientali dell’Accademia di Scinze Sociali Cinese. «Il nostro governo dovrebbe velocizzare la costruzione di infrastrutture urbane usando parte del suo budget.»

Fotografia di Xinhua
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3 Commenti

  1. faxre99

    Mi permetto un piccolo appunto pignolo. La parola inglese “Highway” non si traduce con “autostrada”. Significa, detto alla buona, “strada importante”. In italiano diremmo “Strada statale” oppure anche “Strada di grande comunicazione”. Difatti basta una controllatina su Google Maps per vedere che la G110 è una normale strada statale, seppur a 4 corsie, ma con incroci a raso e transito nei paesi; parallelamente poi corre la G6, una autostrada questa sì propriamente detta.
    Saluti

    Grazie, corretto.

  2. faxre99

    …la cui autostrada parallela G6 è a pedaggio. Così ha senso anche l’intervista al camionista. Preferisce starsene in coda sulla provinciale ingorgata piuttosto che prendere l’autostrada a pagamento. ;-)
    (Scusate il doppio post)

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