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In Venezuela si muore più che in Iraq

Nel corso del 2009 ci sono stati più di 16 mila omicidi, e la capitale venezuelana è una delle città più pericolose al mondo

Un quotidiano indipendente ha pubblicato una foto che mostra dodici persone uccise per causa violenta e questo ha suscitato la reazione del governo

23 agosto 2010

Lo sapete che in Venezuela si muore più che in Iraq? Il New York Times racconta che è questa l’amara battuta che si sente dire in giro a Caracas: e i numeri non dànno torto.

I due Paesi hanno una popolazione pressoché identica: in Venezuela ci sono 28 milioni di abitanti, in Iraq 27. Eppure secondo l’Iraq Body Count – una fonte che non può certo essere accusata d’ indulgenza nei confronti dell’invasione americana – i morti per causa violenta in Iraq nell’arco del 2009 sono stati 4644. In Venezuela il numero di omicidi ha superato i 16 mila, una cifra enorme: perfino la nota guerra della droga in Messico fa meno vittime. In Venezuela queste statistiche sono di pubblico dominio, e i venezuelani si sforzano di conviverci: c’è chi ha contornato il terreno della propria casa con delle mura o ha assunto degli esperti sulla sicurezza dall’estero per sfuggire a rapimenti e omicidi, e l’opposizione ha sempre accusato il governo di ignorare il problema.

In queste settimane, però, il dibattito si è intensificato a causa di una foto che mostra dodici cadaveri pubblicata in prima pagina dal National, un giornale indipendente venezuelano, e dalla successiva reazione del governo: valutando l’immagine come troppo cruenta, una corte ha ordinato al giornale di non pubblicare più nessuna immagine che raffiguri violenze, decisione che gli editori indipendenti hanno criticato aspramente accusando il potere politico di voler mettere lo sporco sotto al tappeto. Le autorità hanno poi minacciato un’inchiesta anche a proposito di Rotten Town, un video di un cantante reggae venezuelano in cui un bambino viene ucciso da un proiettile vagante: nonostante le proteste del governo, il filmato si è diffuso rapidamente su internet.

Dalla salita al potere di Hugo Chávez nel 1999 gli omicidi sono stati quasi 120 mila, e il numero sembra in ascesa, visto che soltanto negli ultimi tre anni sono state uccise 43.792 persone, dando a Caracas la poco invidiabile palma di città americana con più morti per cause violente: nella capitale venezuelana  ci sono 200 uccisioni ogni 200 mila abitanti, a Bogotà – la capitale colombiana – sono quasi un decimo. Sebbene dal 1998 il tasso di omicidi sia continuato a crescere, l’aumento registrato lo scorso anno non ha precedenti.

Le ragioni sono molteplici, intanto un’economia in forte regressione – una delle poche dell’America Latina – con un gap fra ricchi e poveri che continua a crescere. Gli stipendi per la polizia sono bassi, e questo demotiva gli agenti nell’affrontare i pericoli della lotta al crimine. L’inflazione su base annuale è la più alta dell’emisfero, portando alcune persone a sopperire alla perdita di valore dei propri salari affiancando attività criminogene al proprio lavoro regolare. E il paese è letteralmente inondato di armi illegali: l’articolo del Nacional parlava addirittura di 15 milioni.

Molti analisti, però, fanno notare un altro fattore riconducibile proprio all’azione di governo di Chávez: il sistema giudiziario è sempre più politicizzato, minando così l’indipendenza delle valutazioni. Lo spoil system adottato dal governo in carica ha portato moltissimi impiegati pubblici a lasciare il lavoro o addirittura il Paese. Il governo, tuttavia, sta cercando di rispondere all’emergenza: ha creato la Polizia Nazionale Bolivariana, dedita alla repressione di questo tipo di crimini violenti; inoltre ha fondato un’università sperimentale – per l’addestramento dei poliziotti – dedicata proprio alla sicurezza, assumendo consulenti da paesi amici come Cuba e Nicaragua, dove il tasso di crimine è storicamente molto basso per la media del Sud America.

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12 Commenti

  1. francescorocchi

    Spero che a nessuno venga in mente di fare piu’ retorica su Chavez…un rigurgito della politica sudamericana anni ’70.

  2. librob

    Confermo……..Per capire com’è ridotta l’Italia basta ricordare che, alla Mostra di Venezia, il signor Chavez fu accolto come un eroe……..

  3. pare che invece la Colombia abbia il doppio degli omicidi del Venezuela, che è receduto anche da Sudafrica e Jamaica e seguito da Russia, Messico e (sorpresa!) dalle tre repubbliche baltiche, in questa poco invidiabile classifica

    http://www.nationmaster.com/graph/cri_mur_percap-crime-murders-per-capita

    pare però che, parlando di città, Washington DC sia più pericolosa anche di Caracas e che questo pestare sul crimine da parte dell’opposizione sia un po’ fuori tempo, visto che quando era la governo con simili tassi di violenza se ne disinteressava alla grande, senza considerare che anche esponenti delle “forze dell’ordine” assunte dal governo precedente sono state colte in episodi di violenza, compreso l’attacco a una sinagoga http://www.huffingtonpost.com/2009/03/26/venezuela-synagogue-attac_0_n_179756.html

    ma se cercate in rete prima saltano fuori i rantoli di chi lamenta la persecuzione degli ebrei da parte del governo di Chavez :D
    anche se la stessa comunità ebraica ha poi ringraziato il governo per aver preso i colpevoli
    http://venezuelanalysis.com/news/4205

    già, perché a dire che il crimine è impennato sono soprattutto fonti estere, meglio questo http://venezuelanalysis.com/analysis/4338 della robina di Foreign polici e dei soliti think tank statunitensi sui quali si fonda l’articolo del Time

    tra l’altro sembra che l’opposizione, che controlla gran parte dei media, faccia un po’ come Berlusconi quando era all’opposizione, pestando sul tasto del crimine per opportunità politica

    certo, durante le dittature venezuelane il crimine era più contenuto, ma tra i morti non si contavano gli oppositori uccisi dal governo, è un po’ come dire che durante il fascismo si stava meglio perché nel dopoguerra in Italia si rubava di più

  4. oznobag

    @mazzetta

    il sito al tuo primo link cita come fonte uno studio ONU che copre il periodo 1998 – 2000, l’articolo del Washington Post si riferisce all’anno 2009

  5. fabiovento

    x mazzetta
    encomiabile la tua difesa d’ufficio del chavismo,
    in effetti dai dati che hai fornito ci sono altri stati messi molto peggio.
    Peccato però una cosa, mi riferisco a un piccolo particolare che forse ti è sfuggito, cioè che i dati riferiti alla violenza nei vari stati si riferisca al 2002 e non al 2009, cioè qualcosa come sette anni prima rispetto alla notizia che qui si sta commentando e in sette anni ne passa di acqua sotto i ponti….
    Si badi che la cifra dei 16mila e passa omicidi è ufficiale (perchè ci sono anche fonti ufficiose che parlano addirittura di 18-19mila morti)e come tale non smentibile nemmeno da Hugo Chavez e quindi tanto meno smentibile da parte tua.
    Anche concedendoti la buona fede nel riportare questo genere di controinformazione (certo che c’è ne vuole per non accorgersi del piccolo “dettaglio”, soprattutto quando lo si riporta, e quindi si presume lo si abbia approfondito, nei confronti di terze persone) il resto del tuo post denuncia, per il continuo aggrapparsi ad argomenti risibili, irrilevanti o mistificati, un elevato tasso di faziosità, insomma sei, o meglio ti senti, un chavista all’amatriciana (ma se la mia impressione è sbagliata fammelo sapere, perchè nel caso tu non lo sia magari mi potresti aiutare la tua accorata difesa del chavismo anche di fronte a dati inoppugnabili).
    Niente di male intendiamoci, sei libero di pensarla come ti pare, ma lascia che ti dica che questa ridicola propaganda (ma che dico propaganda, è più esatto chiamarle col loro vero nome: fregnacce) forse faresti bene a sciorinarla in qualche centro sociale e a quelli del centro sociale visto che la berreste senza problemi, mentre viceversa in altri contesti il rischio di fare flop come in questo caso è molto alto.

    ps. magari nell’eventuale conciliabolo sul chavismo fate anche una piccola ma opportuna disgressione sul berlusconismo visto le similitudini e visto che Hugo Chavez Frias si sente molto amico del nostro presidente del consiglio cioe di Silvio Berlusconi (proprio due degni “amici” loro due, è proprio vero che fra simili, cioè fra pagliacci, ci s’intende).

  6. fabiovento

    x oznobag
    I dati si riferiscono al 1998-2000?
    buono a sapersi, non avevo approfondito la fonte, ma ho visto solo riferito lo studio come rapporto anno 2002, plausibile quindi che si possa riferire invece ad anni precedenti

  7. marquinho

    per mazzetta
    i dati aggiornati dell’ONU sugli omicidi li trovi qui
    http://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/homicide.html

  8. errore mio, mi ha ingannato google che riportava Murders (per capita) statistics – countries compared – NationMaster
    The murder rate is now 38/100 000. http://www.saps.gov.za/statistics/reports/ crimestats/2008/march_april_2001_2008/catagory/murder.pdf ..

    sotto al link, aperto il quale non ho visto in fondo

    e no, non difendo il chavismo, non mi piace Chavez e sono molto critico nei suoi confronti, così come non difendo Ahmadinejad quando evidenzio alcune delle balle che sparano all’indirizzo dell’Iran

    capisco che per alcuni sia inconcepibile dare notizie “favorevoli” a chi si osteggia, ma a me non imbarazza affatto, preferisco discutere sul piano della realtà che schierarmi a favore di questo o di quello, sto comodamente a difendere i principi e le idee nelle quali credo, lascio volentieri ad altri il fare il tifo e lo sporco mestiere della propaganda

    e non mi pare nemmeno di aver negato che in Venezuela vada male, il quinto posto non è certo onorevole e non indica certo una situazione positiva, ho semplicemnte contestato dati parziali e inaccurati di provenienza discutibile e evidenziato come le stesse fonti abbiano mentito in passato pur di dare addosso a Chavez

    questo è del 2009, fonte ONU, gli ultimi dati disponibili all’ONU sono del 2004 e confermano i dati precenti la Colombia ha percentuali doppie rispetto al Venezuela, che è simile al Brasile e alla Russia come situazione
    http://www.unodc.org/documents/data-and-analysis/IHS-rates-05012009.pdf

    ma anche qui
    http://www.heuni.fi/Satellite?blobtable=MungoBlobs&blobcol=urldata&SSURIapptype=BlobServer&SSURIcontainer=Default&SSURIsession=false&blobkey=id&blobheadervalue1=inline;%20filename=Hakapaino_final_07042010.pdf&SSURIsscontext=Satellite%20Server&blobwhere=1266335656647&blobheadername1=Content-Disposition&ssbinary=true&blobheader=application/pdf
    secondo i dati forniti dai sistemi giudiziari degli stessi paesi Jamaica ed Salvador sopravanzano il Venezuela, la Colombia si piazza meglio, ma non è un mistero che recentemente sia scoppiato lo scandalo di migliaia di uccisioni mai registrate, dell’esistenza e del ritrovamento di fosse comuni con migliaia di cadaveri etc.
    L’ufficio del Procuratore Generle pone a 25.000 le persone “scomparse in Colombia, che aggiunte alle statistiche ufficiali confermerebbero il primato mantenuto fino alle statistiche del 2004

    e si parla di fosse comuni “certificate” nonostante le smentite del governo, non dell’opinione o di dati cucinati dai think tank http://www.argentinaindependent.com/currentaffairs/newsroundups/roundupslatinamerica/colombia-public-hearing-confirms-existence-of-mass-grave-/

    ma…. ops… http://www.ilpost.it/tag/colombia/ IlPost si è perso questo genere di notizie, ma va’…

    troppo presi dalla “entusiasmante campagna elettorale” colombiana da farsi sfuggire “il maggior scandalo relativo ai diritti umani degli ultimi anni” come ha riferito anche l’adorato HP :http://www.huffingtonpost.com/dan-kovalik/us-colombia-cover-up-atro_b_521402.html ????

    troppo presi dall’applaudire Uribe che di quelle fosse comuni è il primo responsabile?

    com’è questa asimmetria evidente?

    eppure anche FP sostiene che la Colombia è il posto più pericoloso al mondo per i sindacalisti e pure che “Between 2007 and 2009, the State Department’s little known Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor channeled at least $4 million to journalists in Bolivia, Nicaragua and Venezuela through the Pan American Development Foundation (PADF),” says NACLA’s Jeremy Bigwood. In doing this, the State Department violated its own rules requiring that “all publications” receiving money “acknowledge that support.” According to Bigwood, the U.S. waived that requirement for PADF.
    in: http://www.fpif.org/blog/recent_colombian_mass_grave_discovery_may_be_false-positives?q=Tag%3ARobert+Gates

    hey, i giornalisti in Venezuela ricevono fondi dagli USA, oltre che illegale per gli USA questo non dice niente sulla bontà e genuinità di certi spin?

    quindi resto dell’idea che l’articolo sopra sia propaganda, sia perché il confronto tra Iraq e Venezuela è chiaramente improponibile, che per l’uso del dato parziale relativo alla Colombia, perché se a Caracas si uccide più che a Bogotà, il dato complessivo colombiano è doppio di quello venezuelano e in Colombia il chavismo non c’è proprio

    si chiama uso selettivo dei dati, altro che chavismo all’amatriciana pffff

  9. marquinho

    Certo Mazzetta che è difficile avviare un confronto con chi cambia le carte in tavola.
    Prima si citano dati ufficiali per sostenere una tesi, poi quando si scopre che i dati sono vecchi e che quelli recenti contraddicono la tesi allora si prendono dati intermedi. Poi per i paesi antipatici si prendono in considerazione dati ufficiosi e si fanno stime forzatamente imprecise mentre per i paesi simpatici si tengono presenti solo i più generosi dei parametri governativi.
    Il tutto per dire che in Venezuela gli omicidi sono tanti come in Brasile e in Russia (no sono quasi il doppio) e la metà di quelli in Colombia affermazione che non solo è fallace ma che non tiene conto della differente situazione dei due paesi. In uno c’è una guerra civile nell’altro c’è un’amministrazione che utilizza il populismo e la retorica anticolonialista per nascondere l’incapacità di governare il territorio.

  10. appunto Marquino, è quello che fa l’articolo paragonando il Venezuela all’Iraq e alla Colombia, mi sono solo adeguato aggiungendo elementi che illuminano come alcuni puntino sempre in direzione di certi paesi ed evitino di guardare in direzione di altri

    poi : i parametri governativi sono i peggiori per il Venezuela, guarda il grafico

    parlare di Uribe plaundendo alla sua azione di governo e spacciare Chavez per un dittatore dimostra che qualcosa tocca in una certa visione del mondo

    omettere che in Venezuela l’opposizione fomenta la violenza e che i giornalisti ricevono fondi dagli Stati Uniti è altrettanto bizzarro

    omettere che in Colombia sono state scoperte fosse comuni con migliaia di cadaveri è altrettanto sconcertante

    e ribadisco, per me Chavez è prima di tutto un cialtrone, ma per lo meno non è un sanguinario e non fa stragi, non detiene cittadini all’ingrosso etc.
    Forse che il Messico controlla il territorio ? Forse che IlPost o altre testate che tirano sul Venezuela mettono in dubbio le politiche del governo messicano?

    Invece, stranamente, a giorni alterni il Venezuela conquista le nostre pagine come se fosse la fogna dell’America Latina e c’è la gara a definire Chavez un dittatore e a cercare di screditarlo al di là degli evidenti demeriti, se domani annunciasse un giro di vite contro il crimine gli stessi che scrivono questi articoli griderebbero alla svolta repressiva

    non parliamo di fantasie, ma di una realtà evidente, sottolinearla non è esercizio di chavisno secondo me, ma un utile contributo al limitare la diffusione di robaccia del genere

    un p.s. quella in Colombia non ha propriamente le caratteristiche di una guerra civile, le ingerenze statunitensi ci raccontano un’altra storia,quella di una guerra scatenata e alimentata dall’estero, non ci sono due fronti politicamente avversi che si combattono, c’è la gestione scientifica di un conflitto da parte di una potenza straniera, ignorarlo, come ignorare il golpe/rapimentosubito da Chavez, che nessuno di quelli che lo definisce dittatore ricorda mai, non è fare un buon servizio alla verità e alla diffusione del confornto democratico e onesto ;)

  11. alexis

    sembra un giornale scandalistico più che controinformazione…

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