I cinque punti di Berlusconi

Il governo punta su giustizia, Mezzogiorno, fisco, federalismo e sicurezza per la fiducia, ma sono tutte promesse già viste

Terminata la riunione con i vertici del Popolo della Libertà, nel tardo pomeriggio di ieri Silvio Berlusconi si è presentato davanti alle telecamere per esporre un nuovo lungo documento sul quale sarà basata la mozione di fiducia per contarsi in parlamento alla ripresa dei lavori di Camera e Senato. Il presidente del consiglio ha scelto questa volta toni pacati, cercando una riconciliazione con i finiani che hanno deciso di costituire gruppi autonomi in Parlamento. Per i parlamentari di Futuro e Libertà il documento è condivisibile, ma Fini attende i fatti: «Andrà verificato come queste intenzioni saranno tradotte nei singoli disegni di legge». Le intenzioni, anzi, i punti affrontati nel testo sono cinque: giustizia, Mezzogiorno, fisco, federalismo, sicurezza.

Giustizia
Berlusconi promette, ancora una volta, la riforma complessiva del nostro sistema giudiziario, con interventi sia sul fronte del processo civile che penale, così da consentire maggiori tutele e parità di trattamento tra accusa e difesa. Il piano carceri, che prevede soluzioni mirate a ridurre il sovraffollamento, andrà avanti anche se fino a ora si è mosso a rilento e l’obiettivo dei 17mila nuovi posti entro il 2012 sembra difficile da raggiungere. Nel documento ci sono poi riferimenti al processo breve e a una riforma costituzionale «a tutela delle alte cariche dello Stato già ora al Senato e che verrà approvata in tempi celeri anche alla Camera». La versione costituzionale del cosiddetto Lodo Alfano sarà però difficilmente pronta prima di dicembre, quando il legittimo impedimento potrebbe essere dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale. Berlusconi mira a una nuova legge ordinaria per accelerare i processi e non esclude un’altra riforma costituzionale per modificare la struttura del Consiglio Superiore della Magistratura, separando magistrati inquirenti da quelli giudicanti. Infine, per il presidente del consiglio l’attuale legge in discussione sulle intercettazioni non risolve i problemi e richiederà dunque altri provvedimenti. In pratica, per Berlusconi il Parlamento sta ormai lavorando su qualcosa di inutile che tanto andrà cambiato.

Mezzogiorno
I progetti per il Sud esposti da Berlusconi sono un film già visto, in numerose repliche. Le promesse sono ancora una volta il ponte sullo Stretto di Messina, il completamento dell’intramontabile autostrada tra Salerno e Reggio Calabria e un piano economico per il meridione che comprenda la costituzione di una Banca del Sud. Della banca per le piccole e medie imprese si parla da mesi, ma in concreto il governo non ha ancora fatto molto su questo punto. Nessuna novità, dunque, rispetto al programma elettorale del 2008 e a quello delle precedenti tornate.

Fisco
Entro la fine della legislatura, ha spiegato Berlusconi, il governo cercherà di ridurre la pressione fiscale complessiva. L’annuncio era già stato formulato in passato, creando qualche malumore all’interno del PdL tra chi teme un ulteriore aumento del deficit dello Stato. Sul fisco il presidente del consiglio è comunque molto cauto: imposte e tasse scenderanno solo se sarà possibile e senza creare maggiori deficit sui bilanci pubblici già vacillanti. E la principale soluzione per raggiungere l’obiettivo è quella promessa da sempre: «il disboscamento della giungla del sistema fiscale».

Federalismo
Il completamento della riforma federale viene definita nel documento una «assoluta necessità». Questo punto è per rassicurare la Lega e conferma gli impegni presi nell’ultima campagna elettorale. Berlusconi vuole tempi rapidi per l’approvazione dei tre decreti attuativi su Regioni, costi per la Sanità e gestione delle Province.

Sicurezza
È uno dei punti cui tengono maggiormente i finiani. Nel documento si parla di nuovi provvedimenti per l’immigrazione e della necessità di proseguire con i respingimenti dei clandestini. Proposte concrete attuabili in breve tempo anche in questo caso non ce ne sono, ma i parlamentari di Futuro e Libertà potrebbero dividersi su questo punto tra chi sostiene politiche rigorose, specialmente sul fronte immigrazione, e chi mira a nuove norme meno incisive.