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— Italia

Che cosa ha detto Montezemolo

Niente, anzi: che Berlusconi dovrebbe governare fino alla fine della legislatura

12 agosto 2010

Effettivamente era l’ultimo personaggio che mancava alle sceneggiate di questi giorni. C’è il presidente tradito e arrabbiato e c’è l’alleato dissidente e riottoso, ci sono i duri che vogliono il voto, da una parte e dall’altra, ci sono quelli che vorrebbero evitare le elezioni, e poi c’è chi si sfrega le mani per la possibile nascita di un terzo polo. Mancava, fino a questo momento, proprio l’uomo che questo eventuale terzo polo dovrebbe guidarlo, e quindi nella frenesia approssimativa e noiosa della politica italiana è comprensibile che oggi, in seguito alla pubblicazione di un editoriale sul sito di Italia Futura, tutti si siano dati un gran daffare a commentare le-parole-di-Montezemolo.

Cominciamo da un punto: volendo essere precisi, Montezemolo non ha detto niente. Tutti i politici, soprattutto del PdL, che in queste ore hanno “risposto a Montezemolo”, facevano in realtà riferimento a un editoriale non firmato pubblicato sul sito di Italia Futura, fondazione diretta da Andrea Romano e promossa dallo stesso Luca Cordero di Montezemolo. Ora, sebbene quest’ultimo è tutto meno che estraneo alla fondazione e alle sue posizioni, considerare i contenuti dell’editoriale al pari di veri virgolettati – “Montezemolo: Berlusconi delude” si legge un po’ dappertutto – è come mettere direttamente in bocca a Fini le cose pubblicate sul sito della Fondazione Fare Futuro. Realistico ma improprio.

In ogni caso, diversi esponenti del PdL hanno risposto irritati sfidando Montezemolo a “scendere in politica”, dando quindi seguito all’interpretazione di cui all’inizio dell’articolo per cui lo scopo dell’editoriale di Italia Futura sia proprio lanciare l’ex presidente della FIAT come possibile presidente, a capo di un governo di transizione. Magari è davvero così, va’ a sapere: intanto però registriamo che nell’editoriale di Italia Futura non si nomina nemmeno una volta né Montezemolo né tanto meno l’eventualità di risolvere la crisi in corso con un governo di transizione. Anzi: c’è scritto l’esatto contrario.

L’editoriale è molto critico nei confronti del governo e dello stesso Berlusconi, rei non soltanto di aver conseguito scarsissimi risultati nell’amministrazione del Paese ma anche di guardare all’eventualità delle ennesime elezioni anticipate con aria “elettrizzata”.

Paradossalmente, la prospettiva delle elezioni sembra elettrizzare proprio chi dovrebbe viverle come una sconfitta e invece spera che i 600.000 promotori della libertà e i milioni di leghisti pronti a mobilitarsi possano far dimenticare che la più ampia maggioranza della storia repubblicana si sia sciolta come neve al sole. Evidentemente, si ritiene che esistano gli ingredienti per un nuovo successo elettorale. Primo fra tutti l’identificazione di chi ha assassinato il governo, il responsabile unico del fallimento di un’altrimenti straordinaria stagione politica. E’ successo nel ’94 con Bossi, nella legislatura 2001-2005 con Casini e sta accadendo ora con Fini. Non è che Berlusconi non abbia motivi legittimi di lagnanza, ma saper gestire gli alleati (anche quelli riottosi), rispettare le istituzioni (o altrimenti riformarle) e contribuire a tenere il livello dello scontro politico entro limiti accettabili (anche in presenza di un’opposizione che conta poco su sé stessa e molto sulle inchieste della magistratura) sono qualità che non dovrebbero difettare a chi è ormai da quasi un ventennio un uomo politico. Berlusconi è stato uno dei più capaci imprenditori italiani e sa bene che, alla fine, dopo tutte le chiacchiere e le attenuanti, un leader si misura sulla base dei risultati. Questi, nel giudizio dei cittadini, sono deludenti e ciò conterà nella valutazione del suo operato più di tutte le elezioni vinte per difetto di concorrenza, grande capacità comunicativa e straordinari mezzi organizzativi e mediatici.

Il testo si conclude quindi con l’auspicio della fondazione, che è chiaro: Berlusconi continui a governare – ne ha il “dovere” – possibilmente fino alla fine della legislatura. Se non ci riesce, allora si vada a votare: ma quello sarebbe un guaio.

Se la storia recente dell’Italia ci insegna qualcosa è che andare alle elezioni, tanto più con questa indecorosa legge elettorale, non risolverà alcun problema. Perderemmo solo altri sei mesi in un momento cruciale per il paese e in un contesto economico internazionale tutt’altro che stabilizzato. Berlusconi, Fini e Bossi (il quale è spesso apparso essere qualcosa in più di un semplice alleato di governo) hanno dunque il dovere di chiudere uno scontro istituzionale che non è degno di un paese civile, di ricompattare la maggioranza sulla base di un programma anche minimo di riforme essenziali per i cittadini e di completare la legislatura. Se, al contrario, sceglieranno la via della rottura e delle elezioni, venendo meno agli impegni presi con gli italiani, saranno pienamente responsabili delle conseguenze, imprevedibili e potenzialmente gravissime, che un’ennesima stagione di scontri e di veleni potrà avere su un paese ricco di speranze e talenti ma sempre meno capace di guardare con fiducia alla politica e alle istituzioni.

Insomma, siamo dov’eravamo qualche giorno fa. È agosto, fa caldo e la politica italiana si dimena in un accavallarsi di frasi e frasette: ogni mattina comincia uno diverso, tutti gli rispondono e si arriva stancamente alla sera con un po’ di materiale per le redazioni. Intanto non succede nulla.

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5 Commenti

  1. mrmontag

    Dubito fortemente, comunque, che Montezemolo sia disponibile a governi di transizione se, come penso, l’obiettivo è quello d’essere pronto a presentarsi ufficialmente, con una discesa in campo sullo stile ormai noto, alle prossime elezioni di marzo 2011.

    http://www.maryblogging.com

  2. procellaria

    In questa legislatura non ci saranno governi tecnici. Berlusconi ha ancora le migliori carte. Se riuscirà ad abbattere Fini, riprendendosi buona parte dei deputati di Futuro e Libertà, continuerà con questo governo. In caso contrario si farà sfiduciare. A quel punto Napolitano si renderà conto che non c’è altra maggioranza, scioglierà le camere e fisserà le elezioni per il 5 dicembre 2010.
    Alle elezioni si presenteranno le seguenti compagini:
    A. PdL+Lega
    B. SeL+IdV+PD
    C. UdC+Rutelliani+Finiani
    La campagna elettorale sarà ferocissima e Berlusconi non si farà scrupolo ad usare tutta la potenza mediatica di cui dispone, ancor più delle passate campagne elettorali. Non si parlerà di programmi, solo insulti personali e killeraggi giornalistici.
    I risultati:
    A. PdL+Lega ——————— 43.1%
    B. SeL+IdV+PD ——————- 38.7%
    C. UdC+Rutelliani+Finiani ——- 12.4%
    D. Altri ———————— 5.8%
    Berlusca otterrà nuovamente la maggioranza alla camera e al senato. Il nuovo governo sarà simile all’attuale, una delle poche differenze di rilievo sarà la sostituzione di Bondi con Dell’Utri alla cultura.

  3. giuliomancabelli

    Urgono “new normal” radicali innovazioni: SEMIALTERNO sistema elettorale a bipolarismo contendibile aperto per promuovere merito, efficienza, qualità – democraticità per non cadere per “lock-in” dalla padella alla brace!
    L’attuale, riprodotto ed indotto inconcludente nostrano marasma non può essere figlio delle volontà speculative che la nostrana casereccia casta cerca di mantenere inalterato per effetto di quel comodo guscio che s’è cucita addosso per blindarsi ancor più dentro l’attuale modello elettorale Maggioritario “Porcellum a bipolarismo forzoso” a liste blindate che assieme a tutto il resto necessario non demorde voler cambiare e minimante aggiornare per mantenere inalterata la sua la sua deterrenza e lo status quo! Quale prerogativa per così indenne auto assolvendosi d’ogni responsabilità e perpetuarsi comodamente nello spazio tempo ancor più facilmente speculando a destra ed manca, dato che i problemi continuano ad accumularsi e restano totalmente inevasi! Quanto la pressione fiscale che continua ad aumentare pur essendo già arrivata a ben al 44%, un trend in continuativo aumento quanto la spesa corrente in ininterrotto rigonfiamento però senza alcun ritorno in servizi e tornaconto alla gente comune se non quello di elargirsi come casta, ricorrenti privilegi rispetto ad ogni standard europeo. Giacché lo spreco ed il rigonfiamento continuano ovunque in altrettanto modo a palesemente manifestarsi dato che i livelli burocratici politico-amministrativi non tendono per niente a ridursi, al di là delle promesse in quanto si avrebbe dovuto sopprimere le province invece in Trentino si è aggiunto un ulteriore nuovo obbrobrioso livello quello delle comunità di valle (eletto in modalità feudale) nonostante, il suo precedente omologo livello denominato “comprensorio” fosse stato precedentemente soppresso perché considerato illegale!
    Ciononostante, in altrettanto esorbitante modo, si continua ad iniettare ovunque pluto burocrazia anche quando già eccessivo risulto il numero dei componenti delle varie assemblee d’ogni ordine e grado. Livelli che sono ormai giunti a ben sette: elencandoli dal circoscrizionale al comunale, dalla comunità di valle alla provinciale e via dalla regione fin su allo statale per arrivare all’europeo, ecc. tutto… questo non può che ingessare e generare un’anomala opprimente pressione fiscale data l’overdose di politici che ulteriormente ferisce la democrazia (Verzichelli).
    Appunto un autentico programma innovativo per chiamarsi tale, dovrebbe avvalendosi di quanto le nuove tecnologie permettono evolvere ed accelerare gli interscambi dovrebbe scrollarsi di dosso tutta quell’obesità di pletorica plutoburocratica che sempre più ci appesantisce rispetto ad ogni altro tempo e paese nel compendio mondiale, per cui ben vengano quelli standard che il federalismo fiscale evoca e cavalca ma, che ve ne si aggiungano anche quelli Europei e/o quello dei paesi emergenti altrimenti illusorio sarebbe supporre di volersi rendere competitivi!? Giacché perfino l’Africa si sta risvegliando. Paradossale contraddizione riscontrare pertanto che nonostante le nuove tecnologie ed internet siano in continua espansione questo dovrebbero permetterci d’agire per renderci strutturalmente snelle riducendo i livelli e le pletoriche assemblee lasciando l’essenziale in modo da ritrovarci con una struttura elastico-flessibile adattiva ed auto-correttiva riducendo le filiere all’osso e non riducendo i redditi dei precari, dei pensionati, ecc. ma per mettere a sistema il nostro BelPaese nel suo insieme! I paesi emergenti dovrebbero esserci al riguardo d’esempio in quanto, per risultare sistematicamente e strutturalmente competitivi non posiamo ritrovarci in groppa zavorrati con otto zaini rispetto agli “emergenti” talora, con tre soli! Pertanto, come supporre di poter risultare competitivi!?
    Invece, noi da quasi un ventennio ci arrabattiamo nella solita obsoleta, obesa inconcludenza giacché, nonostante, i ricambi a diverso colore politico dei governi che si sono succeduti e, delle solite dichiarate rassicurazioni e buoni propositi esposti in ognuno dei programmi elettorali che si sarebbe provveduto a smagrire e snellire strutturalmente il nostro burocraticamente obeso sistema politico – burocratico ad ogni livello iniziando da quel pletorico anacronistico bicameralismo perfetto, ecc.
    La madornale dimostrazione è resa dal fatto che la politica nostrana continua a rifiutare tutto quel nuovo che incalza ed avanza ormai ad ogni latitudine sotto ogni profilo quanto si ritrova per lock in incapace di risolvere i vecchi problemi che vengono sempre più ad accumularsi restando inevasi. Cosicché i problemi vengono meramente rubricati per rielencarli ad ogni successiva passata elettorale e farcirne quei soliti patetici programmi elettorali senza che mai trovino opportune appropriate risposte quanto il tempo reclamerebbe!1)
    La cronaca e la realtà ce lo attestano e rivelano quotidianamente di quanto tasso d’autoreferenzialità la casta abbia ormai raggiunto da farci rischiare l’incomparabile in quanto tutto questa inefficienza è conseguente ad un’intrinseca sistemica mancanza di concorrenza e contendibilità riprodotto da un modello elettorale inefficiente dimostrato dal fatto che abbiamo la classe politica più vecchia d’Europa che si auto replica per cooptazione, familismo e nepotismo, ecc. senza alcun sostanziale ricambio generazionale nei leaders quando nell’ultimo ventennio i nostri partner europei se li sono cambiati e ricambiati mediamente già per ben tre volte. Invece da noi “impera” la medesima autoreferenziale gerontocrazia giacché ci regna un porcellum fattosi sistema che per effetto del quale non si riesce ormai più nemmeno a distinguere l’etica dalla cotica!
    Ulteriore dimostrazione che la casta ha varato la seconda Repubblica trincerandosi dentro questi modelli Maggioritari blindati quando dalle loro stesse denominazioni e dai loro artefici “Mattarellum e Porcellum” se ne doveva presagire una siffatta fallimentare sventurata conclusione. Quella che quotidianamente echeggia nelle cronache e che si rileva negli indicatori internazionali che ci danno in continua palese regressione sotto ogni profilo!
    Quindi, fallace sarà supporre di poter restare abbindolati alla nostrana vetustà dei nostri mezzi specialmente per quanto attiene ai meccanismi delle leggi elettoral-istituzionali che appunto per “lock-in” imprinting ci condizionano e ci bloccano erodendo ogni prospettiva di miglioramento. Giacché oltre a queste perversioni ci ritroviamo per l’altro verso schiacciati da un’altra autoreferenzialità quella data la finanza che ovviamente esercita e gestisce a livello globale incidendo notevolmente ed implicante ovunque data le opportunità che le nuove tecnologie le permettono esercitare come un’incombenza spada di Damocle!?
    Non per niente la crisi è stata indotta dall’eccessivo automatismo con la quale, si è lasciata spaziare quella finanza creativa più o meno collusa con i vari poteri che resta tuttora indomita dati i fantasmi che tuttora Tremonti incontra effetto delle azioni speculative che la creatività permette alle solite lobbies finanziarie e bancarie implementare per espandersi nei loro soliti virtuale giochi farcirti di sempre nuovi e creativi algoritmi che ci stucchevolmente c’incastrano ulteriormente in questa assillante famigerata crisi auto propulsiva nel confezionare sempre nuovi mostri di sposando talvolta con la supposta pirateria informatica!?
    Dove i soliti adepti croupier tenutari della finanza, possono sempre più liberamente concedersi appannaggi, grazie alle “stock option” concreti stipendi dell’ordine di ben oltre 600 volte superiori rispetto ad ogni lavoro medio!
    Purtroppo, molte sono le innovazioni da introdurre giacché anche su questo versante senza “new global rules” resteremo schiavizzati da sempre nuovi croupier tenutari e liberi d’inventare sempre nuovi algoritmi per gonfiare e rigonfiare sempre nuove bolle virtuali speculative per elargire ulteriori e più repentini disastrosi effetti collaterali dei quali stiamo subendone le conseguenze. Ed il solito Pantalone (rotte le gabbie salariali!?) non potrà che rendersi ormai glocale (imbrigliato dai lock in?!) per continuare a pagare le conseguenze di quanto programmato da un siffatto famigerato meccanismo insito in questi nuovi alla Sisifo – videogame e/o catena di Sant Antonio quali efficaci giochino di obbrobriosi modelli per continuare a socializzare le perdite “a livello mondiale” lasciando ai soliti pochi la prerogativa di privatizzarsene i profitti per gonfiarsi stipendiali benefici più o meno discutibile dell’ordine talora oltre le 600 volte in più d’ogni paga media di un comune operatore-lavoratore!
    Questo purtroppo in altrettanto modo continua ad accadere su altri fronti specialmente su quello dal come si ricambiano si combinano e si propinano i meccanismi della legge elettorale. Meccanismo che vengono congeniati e mantenuti al livello del gioco dell’oca somministrato come suole la casta con quella sua solita famigerata gattopardesca “farsa” del far cambiare tutto per non cambiare mai niente! Gioco che prefigura quei consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare sempre la medesima obsolescenza. Dove, talora, vi si cambia la percentuale del quanto più Maggioritario rispetto al quanto di Proporzionale e/o viceversa, oppure ci s’impaluda con un siffatto: “Porcellum”! Modalità con la quale la casta s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ovvero, inequivocabilmente transitivi per rendersi così come casta politica sempre più intransitiva! Un’autoreferenzialità che prefigura rischiare di farci ricadere in un autentico nuovo epocale assolutismo se non si invertirà la rotta!
    Quindi, sarebbe opportuno svegliarci perché restando inermi rischiamo di rimanere schiavi schiacciati dentro quel nuovo imbarbarimento che iperbolicamente avanza che dalla trilogia delle “3i” inglese, internet ed impresa rischia di imbrigliarci dentro una diversa famigerata trilogia delle tre “3P” povertà, precarietà, paura, dato dal come vengono inequivocabilmente piegate ed impiegata quelle potenzialità che le nuove tecnologie permetterebbero simmetricamente migliorare le condizioni e liberalizzare maggiormente gli accessi e le opportunità in modo più coerente alle esigenze dei nostri tempi per incrementare – “Commodities and Capabilities” – all’Amartya Sen. quanto il SEMIALTERNO propugna! Diversamente, così continuando rischiamo un’autentica Apocalisse!? Specialmente da quanto a livello della nostrana politica succede di venir sempre più impossibilitati a poter ottenere quelle necessarie risposte d’ammodernamento strutturale che il nostro Paese inderogabilmente abbisogna. Giacché la casta si rifiuta acquisire per continuare imperterrita così a comodamente cullarsi nei suoi intoccabili privilegi mantenendo invariato lo “status quo” attraverso una siffatta mantenuta obsolescenza elettorale con la quale intende trastullarsi nello spazio tempo. Quando, dovremo chiederci il perché del lasciarci in continuazione abbindolare da siffatte vecchie e nuove furbizie quando potremmo facilmente pretendere d’acquisire quelle “new normal” radicali “glocali” regole chiare e trasparenti su tutti i fronti: sia elettorale che finanziario, e quant’altro Solo così si potrebbe iniziare a ridurre sempre più la spesa e conseguentemente le tasse, le imposte, ecc. ed investire in ricerca e sviluppo per intagliare nuovi orizzonti per i nostri figli e rendersi nel contempo competitivi! Appunto, servono inderogabilmente nuove regole come suddetto diversamente, ci ritroveremo inesorabilmente, schiacciati, stritolati dentro le suddette vecchie e sempre nuove autoreferenzialità indotte da sempre nuovi “lock in” che anacronisticamente ci condizionano ed assoggettano!?

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