Il Post
RSS Registrati Login
— Cultura

I contenuti nascosti di Toy Story 3

Citazioni, indizi e riferimenti a film e personaggi dei film precedenti e di quelli in fase di produzione, numeri simbolo e vecchi indirizzi della casa di produzione

I creativi della Pixar inseriscono nelle sequenze dei loro film contenuti nascosti per gli spettatori più attenti

3 agosto 2010

I creativi della Pixar inseriscono nei loro film delle piccole sorprese per gli spettatori più attenti (e maniacali), nascondendo nelle sequenze indizi e riferimenti a film e personaggi del passato e del futuro dello studio d’animazione.
Peter Sciretta, sul blog SlashFilm ha pubblicato una lista dei contenuti nascosti per il film Toy Story 3. Ve ne proponiamo una selezione:
Il calendario nella stanza di Andy che un tempo mostrava un’immagine di A Bug’s Life ora ha una foto di un personaggio di Cars:

Entrambi i calendari, benché le due scene si collochino ad anni di distanza, sono aperti sulla pagina di agosto:

Sull’armadio di Andy c’è un cartello stradale di W.Cutting Boulevard, l’indirizzo del primo quartier generale della Pixar:

Le puntine sulla carta geografica della stanza di Andy corrispondono alle città di provenientza dello staff di Toy Story 3.

Una cartolina sulla bacheca di Andy è indirizzata a…

…Carl and Ellie Fredricksen, protagonisti del film Up:

1 2 3 Pagina successiva »
TAG: , , , , , , , , ,

4 Commenti

  1. jacopocolo

    Vi segnalo anche il – probabile – ritorno di Sid: http://tow.ly/L6dzA.jpg

  2. Praticamente ci stanno più significati nascosti che nella trilogia di Matrix.

    In realtà il tutto evidenzia anche un certo gusto anglosassone nel far bene le cose, con passione e non a trascinar via.

    Senza scomodare concetti troppo macroscopici, da quelle parti c’è probabilmente una diversa cultura e visione del lavoro.

    Il guidatore dell’autobus guida l’autobus, il postino porta la posta, il regista fa i film. E cercano di farlo bene, senza quel “minimo sforzo” e quell’evidente star pensando ad altro che c’è qui. Ci sarebbe inoltre da dire che probabilmente lì il guidatore dell’autobus ha un po’ più scelto di guidare l’autobus, rispetto a qui, dove lavoro forse ce n’è meno e ad esempio si fanno “i concorsi”, e l’idea di voler fare quello che si vuole fare è praticamente un nonsense.

    Negli Stati Uniti fanno un film sui giocattoli, un film su un tizio con una maschera, un film su uno che è spiato dalle telecamere, eccetera eccetera. Si raccontano delle storie. Qui no, si fanno solo degli ibridi che ruotano attorno all’amore, e che contengono più o meno sempre anche la parola “amore” nel titolo.

    Perché? Senso di precarietà generale, forse, e scarsa propensione al rischio (anche dei produttori eh, mica solo dei registi). Se fallisco, fallisco per sempre, perché non siamo nel paese delle opportunità. E alora vado sul sicuro, e faccio un film sull’amore, mettendo l’”amore” nel titolo (qualcuno si ricorda l’ultimo film italiano non annacquato dall’amore? Nirvana di Salvadores? Piano 17 dei Manetti Bros.?) col tono da ultima opera della mia vita (forse è l’ultima veramente), giocandomi in senso retorico tutte le grandi verità altisonanti che ho da dire sull’universo mondo.

    E con un tirar via per cui non c’è quasi mai quell’idea di costruire una scena, con pochi e chiari elementi (ed eventualmente giocandosela anche sui significati nascosti e le citazioni). Si gira in strada, come viene, col traffico dietro, trincerandosi dietro l’idea del “realismo” che storicamente però era un’altra cosa, ora spesso e volentieri è un atteggiamento furbetto. Per non parlare d quei simbolismi altrettanto furbetti (ehi, qui non solo gli italiani) di tizi che per metà film viaggiano in autobus (lentamente, lentamente) guardando fuori dal finestrino (eh no, nei film deve sempre succedere qualcosa), in nome di un concetto di “arte” in cui vale tutto e la tecnica diventa qualcosa di assolutamente secondario.

  3. Personalmente adoro questi piccoli autoriferimenti e citazioni.
    I Beatles erano dei maestri in questi giochetti.

    Naturalmente però si rivela una calamita per psicolabili che vedono messaggi nascosti anche dove non ce ne sono (vedi la leggenda Paul is dead)

Lascia un Commento