«Io dico che Berlusconi non può pensare di comprarsi sempre tutto, voti e persone, come stesse al mercato…». Le parole di Tabacci, riportate dal Corriere della Sera, rendono bene l’idea della partita che si sta giocando nel centrodestra da quando i finiani hanno annunciato la formazioni di gruppi parlamentari autonomi. I componenti dei gruppi di Futuro e Libertà hanno confermato anche ieri il loro sostegno al governo, ma il premier sa che – soprattutto alla camera – un loro passo indietro metterebbe in crisi l’esistenza stessa della maggioranza. Quindi meglio premunirsi e correre ai ripari.
Ieri avevamo parlato della campagna acquisti di Berlusconi, così com’era descritta da Repubblica. Oggi i giornali raccontano ulteriori dettagli, e tornano a riemergere – come due anni fa – nomi e storie di personaggi alquanto improbabili: parlamentari eletti in formazioni microscopiche e altri che si sono fatti cinque partiti diversi negli ultimi dieci anni, parlamentari eletti all’estero e altri che l’ultima volta che hanno cambiato partito era nemmeno sei mesi fa. Michele Serra li definisce oggi gli “uomini-toppa”.
Serve rammendare lo sbrego nella maggioranza, e gli uomini-toppa abbondano in quella zona grigia del Parlamento che si chiama «centro», e nessuno sa esattamente che cosa significhi. Alleanza per l’Italia, Liberaldemocratici, Mpa, scissionisti dell’Mpa (!!), single con alle spalle una impressionante bacheca di tessere (vedi Riccardo Villari: ex Dc, ex Margherita, ex Udeur, ex Pd, ex Mpa…), nomi noti soltanto agli eroici cronisti politici che sono costretti a occuparsi dell’opinione di Pisicchio, delle mosse di Sardella, delle intenzioni di Tanoni, speriamo godano, quei poveri colleghi, di una speciale indennità mensile. Pare che il futuro della legislatura sia nelle mani di questo manipolo di deputati e senatori spaiati. Domandarsi in rappresentanza di quali elettori, e nel nome di quali idee faranno le proprie scelte, è del tutto fuori tema. La politica, con loro, non c’entra. C’è più politica nel blog meno frequentato, nel circolo di strada più scalcinato, che in quelle stanzette del potere dove si aspetta l’occasione buona. I destini delle Nazioni dipendono spesso da guerre, rivoluzioni, mutamenti economici, rivolgimenti sociali. Il nostro dipende da una telefonata a Pisicchio, o di Pisicchio.
I personaggi in questione, oggetto di corteggiamento da parte del premier, sarebbero in questo momento una decina, dalle provenienze più svariate.
Italo Tanoni è uno dei cosiddetti ex diniani, eletto nelle liste del PdL e poi iscrittosi al gruppo misto. Finora ha sempre votato contro il governo, poi è stato ricevuto a palazzo Grazioli ed è passato all’astensione. Sempre è un eufemismo, visto che Tanoni è uno tra i deputati più assenteisti. Oggi si trova in attesa di passare a qualcosa di meglio, ha detto a Repubblica.
«Vogliamo verificare che ci sia un progetto politico di lunga durata. In politica bisogna essere responsabili e noi non faremo certo mancare il nostro appoggio»
Anche Daniela Melchiorre è una ex diniana, ma è in realtà è ex anche di molte altre cose. Classe 1970, soltanto cinque anni fa era presidente della Margherita a Milano. Nel 2006 diventa sottosegretario alla giustizia nel governo Prodi in quota PD – o meglio: nella quota Dini del PD – e quando il governo cade si ricandida in parlamento: nelle liste del PdL, però, in quota Liberaldemocratici. A novembre del 2008 però annuncia il passaggio dei Liberaldemocratici all’opposizione (Dini invece rimane dov’è, nel PdL) e nel 2009 si candida alle europee come capolista del suo partito in tutte le circoscrizioni. Conquista lo 0,23 per cento, risultando la lista meno votata dell’intera tornata elettorale. Poco male: sembra stia per essere promossa sottosegretario.
La storia di Maurizio Grassano è piuttosto particolare. Leghista, presidente del consiglio comunale di Alessandria, candidato alla camera nel 2008 in Piemonte nelle liste della Lega Nord, Grassano è risultato il primo dei non eletti. Quando Roberto Cota diventa governatore e libera un seggio, Grassano gli subentra, ma nel frattempo gliene sono successe di tutti i colori: viene indagato per truffa ai danni del comune, a settembre del 2009 viene arrestato e posto agli arresti domiciliari con l’accusa di avere inquinato le prove. La Lega non vuole saperne di accoglierlo nel suo gruppo, lui si iscrive al gruppo misto. Ora sembra possa sostenere il governo.





Mi sa che sarebbe ora che qualcuno stesse a casa, più che altro…
MA un assenteista al 90% (ma anche al 50%…), come fa a giustificarsi????
L’onorevole Melchiorre sicuramente prese pochissimi voti alle elezioni europee di due anni orsone, ma altrettanto sicuramente è puranchesso una bellissima donna.
Che squallore! si può dire altro?