Assange è stato accusato di aver messo a rischio l’incolumità di numerosi informatori dell’esercito, facilmente identificabili attraverso la lettura dei dispacci e delle altre comunicazioni interne tra i comandi e i soldati. Il responsabile di WikiLeaks respinge le accuse al mittente, accusando i responsabili dell’esercito di aver utilizzato un sistema per le comunicazioni riservate poco sicuro e facilmente accessibile da soggetti esterni: «Le informazioni pubblicate da WikiLeaks erano a disposizione di ogni componente dell’esercito statunitense e di ogni contractor, non solo in Afghanistan, ma in tutto il mondo. L’esercito ha agito in maniera vergognosa e con scarsa attenzione».
Le critiche di Assange al sistema sono in effetti fondate e il Pentagono si è ripromesso di migliorare la gestione delle informazioni riservate entro breve. I documenti sono diventati più esposti ad occhi indiscreti in seguito alla decisione di renderli rapidamente disponibili agli ufficiali impegnati nelle aree di guerra per ragioni tattiche. Le procedure saranno comunque riviste per ridurre il numero dei passaggi delle informazioni e rendere il sistema di comunicazione più sicuro.
Assange dice poi di non aver diffuso documenti contenente informazioni esplicite sugli informatori, ma una ricerca svolta sul materiale disponibile su WikiLeaks da parte di NBC News sembra dimostrare il contrario:
Un esempio riguarda un rapporto dell’intelligence datato 21 ottobre 2009 dove si afferma che “(nome rimosso da NBC) è diventato un NDS” – un riferimento al servizio di intelligence interno dell’Afghanistan – e che un’unità dell’esercito statunitense “sta attualmente lavorando con l’OGA per ottenere l’autorizzazione per nuove azioni” (OGA è la sigla che sta per “Other Government Agency”, un modo comune per riferirsi alla CIA).
NBC News segnala che alcuni altri rapporti descrivono degli incontri tra le truppe USA e ufficiali afghani,identificati con nome e cognome nei documenti diffusi da WikiLeaks. Questi ufficiali offrono informazioni preziose, che potrebbero costare loro la vita nel caso in cui venissero identificati dal nemico. Assange si è detto disponibile a valutare i singoli casi in cui potrebbe essere opportuna la rimozione di un nome o di un documento pubblicato su WikiLeaks, ma difende comunque la possibilità di poter accedere liberamente a tutto il materiale pubblicato sulla guerra in Afghanistan.
Esercito e FBI indagano da settimane per capire quali possano essere le principali fonti di WikiLeaks. L’unica persona al momento trattenuta continua a essere Bradley Manning, l’analista 22enne dell’intelligence sospettato di aver passato il video dell’azione militare statunitense a Baghdad che a causa di un grave errore di valutazione dei soldati ha portato all’uccisione di tre persone e al ferimento di diversi civili. Gli investigatori sospettano che parte del materiale sull’Afghanistan sia stato passato a WikiLeaks dallo stesso Manning, trasferito l’altroieri dal Kuwait alla base dei Marine di Quantico (Virginia) dove sarà nuovamente interrogato.





Un pò di censura ci vorrebbe! Ecco cosa ci vorrebbe!
Più informazioni ci sono, più tutto resta quel che è. Il cambiamento non viene da quel che non si sa (‘Miiii, non lo sapevoooo!!! Ora faccio la rivoluzioneeeee!!!’) ma da quel che si sa tutti fin troppo bene. Da sempre le clamorose rivelazioni fanno sprecare tempo e basta. Figurarsi in questo caso, dove i documenti confermano quel che si legge da anni sul NYTimes, il Guardian e Der Spiegel senza risultati apprezzabili.