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«Nessuno ti crederà mai»

Gli estratti dell'intervista di GQ all'attore di Ghostbusters, Ricomincio da capo e Lost in translation

A ruota libera su Ghostbusters 3, Obama e il film di Garfield, che pensava fosse dei Coen

23 luglio 2010

Se non farai Ghostbusters 3, quale sarà il prossimo film?
Ho questo amico, Mitch Glazer, che ha scritto una sceneggiatura che voleva girare. Un attore se ne è andato, semplicemente terrorizzato di lavorare con Mickey Rourke. Se ne è andato. E ha perso le palle, davvero. [l'attore è Toby Kebbell e il film Passion Play, ndr] Così Mitch mi ha chiamato e mi ha detto «Sono morto. Ho girato in nove giorni.» E la parte scoperta era ancora più interessante di quella che voleva recitassi all’inizio. Il film è un azzardo. È impossibile. Ma io vado matto per andare a fondo con la gente che non ha una cazzo di chance. È come quel film di Tim Robbins che ho fatto. Come si chiamava? Sugli anni ’30?

Il prezzo della libertà?
Sì. Ho letto la sceneggiatura e ho detto «Ma cos’hai in testa? Non ha possibilità. Non ha possibilità, Tim! Ma sai cosa? Mi piaci perché ci stai provando». Quella è la mia gente, quelli che stanno per sbattere e andare a fuoco.

Resta il tempo di (non) sfatare una leggenda metropolitana:

Ultima domanda. Devo saperlo, perché amo questa storia e voglio credere sia vera. Si dice in giro che tu sbuchi dietro le persone a New York, coprendo loro gli occhi e dicendo «Indovina chi è.» Loro si girano, vedono Bill Murray e sentono queste parole: «Nessuno ti crederà mai».
[lunga pausa] Lo so. Lo so, lo so, lo so. L’ho sentita da tante persone. Tantissime persone. Non so cosa dire. Probabilmente esiste una cosa adeguata da dire. Una battuta semplicemente perfetta e giusta. [lunga pausa, poi un gran sorriso] Ma suona assurdo, no? Non sembra assurdo e improbabile?

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