Il 4 maggio scorso Claudio Scajola si è dimesso dal ruolo di ministro dello Sviluppo Economico, in seguito alle accuse sui suoi rapporti con Diego Anemone e la “cricca”. Il giorno successivo alle dimissioni Silvio Berlusconi ha preso l’incarico ad interim e da allora — 79 giorni dopo — di quel ministero non si è più avuta nessuna notizia. Nel senso che non si sono fatti passi sulla sostituzione di Scajola e la nomina di un nuovo ministro, ma non si sono nemmeno avute notizie del ministero in sé, con conseguenti pensieri sulla importanza nel governo del paese di un ministero che può stare senza ministro per 79 giorni.
Ne scrive Italia Oggi, ricordando che si tratta di uno dei più lunghi interim della storia repubblicana italiana. E a questo punto è ormai molto probabile, scrive il giornale, che una decisione venga ormai rimandata dopo l’estate.
Non manca chi suppone che Berlusconi approfitti della nomina del nuovo titolare dello Sviluppo per un rimpasto, considerato che sono altresì libere alcune poltrone di sottosegretario. Altri rilevano, con fondati argomenti, che a Berlusconi è sempre piaciuto donare nuovi incarichi, ma non rimaneggiare i posti esistenti.
La lentezza decisionale del governo ha delle conseguenze, sia pratiche che di immagine.
Un fatto è incontrovertibile: lo scivolamento incessante della nomina produce, come rilevato da una miriade di osservatori, l’indebolimento istituzionale del dicastero. Al tempo stesso, lo svolgimento concreto e quotidiano della funzione ministeriale resta affidato a Gianni Letta (personaggio che assomma già un cumulo di compiti senza precedenti), e quindi è reso difficoltoso. Che, infine, una poltrona così importante non trovi, pubblicamente almeno, aspiranti, la dice lunga sull’ingarbugliato momento vissuto da Berlusconi, governo e PdL.
Questo è il quarto ministero ad interim raccolto da Silvio Berlusconi. Il primo fu quello degli Esteri iniziato il 5 gennaio 2002 a causa delle dimissioni di Renato Ruggiero per contrasti con altri ministri, e finito con la nomina di Franco Frattini ben dieci mesi dopo, il 14 novembre. Il secondo fu quello dell’Economia nel 2004, quando per due settimane Berlusconi sostituì Giulio Tremonti (dimessosi a causa delle frizioni con AN e UDC) in attesa della nomina di Domenico Siniscalco. Il terzo fu invece quello alla Sanità del 2006: a Camere già sciolte per le elezioni che un mese dopo avrebbe vinto Prodi, Berlusconi prese il posto di Francesco Storace, perduto a causa del cosiddetto Laziogate. In tutto, fanno 471 giorni da ministro a interim.




Visti gli ultimi dati istat, pare che il minist(e)ro dello sviluppo economico portasse più danni che guadagni…
Certo è un ministero impotante ma perchè nessuno parla di un’altro posto vacante di importanza strategica come il ministero per l’attuazione del federalismo lasciato dall’incompreso brancher.
E la SUSSIDIARIETA’? Alla sussidiarietà nessuno ci pensa? Chi si occuperà della sussidiarietà adesso che Brancher si è dimesso?
Da tempo avverto la necessità di un ministro alle varie ed eventuali.
@piti
dagli tempo
Il professore esimio Vincenzo Puzza smentisce categoricamente assaie la voce circolata in diversi ambiti, secondo la quale ello sarebbe stato contattato per sostituire Scajola al Ministero dello Sviluppo Economico, che invece a Settembre sarà assegnato a Galan.
Ma ricordo male o Berlusconi disse che l’interim sarebbe durato solo pochi giorni?
Lo diceva anche l’anno scorso, poi ha vinto tutto.
Scusate, ma quando c’era il ministro era diverso?
Forse quella poltrona gli serve come esca. Del tipo: chi fa il bravo si siede…
non vedranno l’ora d’essere nominati, chi ci va si becca una casa fronte colosseo a sorpresa
http://www.maryblogging.com