Il Post
RSS Registrati Login
— Media

Giuliano Ferrara chiede che Berlusconi sia responsabile o “vada a casa”

La disillusione del direttore del Foglio cresce e quella di oggi è una richiesta condizionata di dimissioni

"La misura è in effetti colma, frase facile, ma è difficile per me rendere la proporzione esatta di questa sovrabbondanza grottesca"

26 giugno 2010

Sono sempre parole, e non è che un direttore debba ponderare le risposte alle lettere al giornale come se fosse un capo di stato che interviene su questioni di costituzionalità. Però, per i curiosi degli atteggiamenti di Giuliano Ferrara nei confronti delle disgrazie della maggioranza che a suo tempo sostenne con molto maggiore entusiasmo, quella di stamattina sembra una svolta in una riga.

Il presidente del Consiglio non ha alternative: o si rassegna alla politica responsabile o va a casa

È una frase che avrebbe potuto leggersi su un giornale vicino all’opposizione, qualche tempo fa (là ormai l’alternativa ha lasciato il posto all’imperativo: va a casa, punto), e invece conclude una risposta del Direttore del Foglio sul suo giornale. La lettera è di Giuliano Zincone, giornalista e collaboratore del Foglio, che rappresenta nelle sue righe lo scoramento dei lettori vicini alla maggioranza di governo ma sfiniti dai suoi inciampi. “Il caso Brancher ha fatto traboccare il vaso” ed è “una vergogna nazionale”, scrive Zincone. La risposta di Ferrara è completamente d’accordo.

La misura è in effetti colma, frase facile, ma è difficile per me rendere la proporzione esatta di questa sovrabbondanza grottesca. Tutto dipende dal fatto che a Berlusconi i parrucconi la politica gliela hanno mandata di traverso. A lui i voti, a loro il potere di veto. Ma il presidente del Consiglio non ha alternative: o si rassegna alla politica responsabile o va a casa.

Poi Ferrara ha abituato i lettori del Foglio a ritrovate indulgenze nei confronti della maggioranza, e a una fedeltà solidissima a quelle che lui giudica creative e rivoluzionarie trovate politiche da parte del PresdelCons. Ma l’impressione è che si sia rassegnato a che la “rivoluzione liberale” non sia di questo governo e nemmeno del suo capo. Quella di oggi è di fatto una richiesta condizionata di dimissioni.

TAG: , , ,

13 Commenti

  1. lorreca

    Meglio tardi che mai. Certo, capire ad oggi lo spirito completamente illiberale del nostro PresDelCons aka Il Banana, dimostra una scarsa capacità di osservazione e ponderazione dei fatti che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni.
    “O si rassegna alla politica responsabile o va a casa”. Ma benvenuto.

  2. voldenuit

    Speriamo sia un ennesimo segno di indebolimento della maggioranza. Ovvero: “quando la nave affonda i topi scappano”.

  3. piti

    E’ curioso come quelli considerati più intelligenti come Ferrara o D’Alema arrivano tardi alle risposte, semmai ci arrivano, cui tante povere zucche vuote erano arrivate da oltre 15 anni. Ma forse avere tanta materia grigia nella testa rallenta un po’ la marcia.

  4. elianigris

    Se Ferrara si e` accorto dopo appena 16 anni che Berlusconi non fara` mai una “rivoluzione liberale” forse non e` cosi` intelligente come si dice. (poi per carita`, il foglio e` uno dei migliori giornali in circolazione!)

  5. Questò elefante ci ha messo 16 anni a capire che B. e ‘rivoluzione liberale’ sono due termini che non vanno d’accordo? No, ha solo cavalcato l’onda, senza il coraggio di Montanelli che ha subito mandato al diavolo B. e QUESTA destra.

  6. giangio

    Se uno nella vita, non ne ha mai imbroccata una neanche per sbaglio, era comunista quando c’era da vergognarsi di esserlo, era socialista con Craxi ai tempi di tangentopoli, ha scambiato Berlusconi per la Thatcher, e ora sta facendo campagne oscurantiste medioevali che neanche il peggior tirapiedi di Benedetto sedici, è così scontato ritenerlo “intelligente”?

  7. denis

    Condivido i giudizzi fin qui espressi e aggiungo che se ci fosse un po’ di onesta e sincerità in quel che scrive Ferrara avrei dovuto leggere qualcosa del tipo:
    non ho mai capito nulla e perciò me ne vado anch’io.

Lascia un Commento