Il Post
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Come ti rifaccio la locandina

7 giugno 2010


Quando due passioni si incontrano, di solito ne viene fuori qualcosa di bello. Parliamo, in questo caso, di grafica e cinema (o, in certi casi, televisione), di grafici professionisti che decidono di reinterpretare locandine di film (o, appunto, telefilm) famosi sintetizzandoli secondo il loro gusto estetico e il loro punto di vista. Dal minimalista al barocco, in alcuni casi diventa quasi un gioco riconoscere il particolare del film (spesso un oggetto simbolico o una particolare atmosfera) a cui il designer si è ispirato.

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  • http://www.flickr.com/photos/francesco_poroli/ francescoporoli

    vi segnalo l’italianissimo (e bravissimo) mauro gatti. eccolo qui: http://www.maurogatti.com/#433339/Minimal-Tv-Series-Posters (quella di sex&the city è strepitosa =)

  • antipop

    Eh si, ma i maestri in questo tipo di rielaborazione sono, da decenni, i polacchi:
    http://wellmedicated.com/inspiration/50-incredible-film-posters-from-poland/

  • Chiara Lino

    grazie francesco e antipop: è sempre bello quando i nostri articoli vengono approfonditi dai commentatori.

    @antipop: i poster che segnali sono lavori (superbi) realizzati appositamente per l’uscita al cinema dei vari film. noi abbiamo voluto mostrare come si esprime la sensibilità di un grafico quando è svincolato dalle regole del mercato. il link che hai postato contiene comunque splendide immagini, va assolutamente visto e ti ringrazio ancora!

  • pieros

    Perché, quali sono le “regole di mercato”? Alcune di queste idee (quasi tutte minimaliste) sono certo ironiche e raffinate: strizzano l’occhio a un pubblico colto ma necessariamente d’elite. Molte altre sono decisamente piatte; hanno la stessa intenzione ma mancano l’obiettivo (IMHO). L’unica che potrebbe attrarre il grande pubblico è quella (giustamente messa in copertina) di Birds. Ma seguire le “regole di mercato” non significa necessariamente produrre qualcosa di più banale o volgare: semplicemente ci si rivolge a un pubblico diverso. Non si vive di solo minimalismo.
    In ogni caso grazie: il Post è sempre una lettura interessante.

  • Chiara Lino

    l’equazione regole di mercato=grafica brutta o volgare non è mai stata fatta qui. i poster pubblicati non funzionerebbero mai per “vendere” un film, comprensibile obiettivo di chi il film lo produce, ma è comunque interessante vedere come un grafico interpreta un prodotto commerciale senza doverlo vendere.

  • trapezista

    viste così tutte assieme mi ricordano alcune soluzioni grafiche utilizzate per le copertine dei popolarissimi fumetti “neri” anni ’60 della Corno.

    Parlo delle illustrazioni per Kriminal e Satanik di Luigi Corteggi, oscillanti fra illustrazione e grafica con richiami alla Op art ed alla psichedelia.

    Siamo quindi nel campo del commerciale spinto con tempi di realizzazione cinesi (le due testate ebbero anche periodicità settimanale!), ma con che classe!

    Dateci un’occhiata se vi capita.

  • iorek

    @francescoporoli
    Trovo il Dexter di Gatti sublime.