Non è facile sorpassare il parlamento italiano sul fronte dei privilegi riservati ai suoi membri. Qualcuno però ci riesce, e non bisogna nemmeno andare troppo lontano da Roma. In Sicilia, infatti, quello che nelle altre regioni è il consiglio regionale ha il titolo di parlamento, e i suoi componenti sono definiti deputati. I loro privilegi però sono superiori a quelli dei deputati nazionali, e oggi ne racconta un significativo frammento Laura Anello sulla Stampa.
Il tema è quello delle pensioni vitalizie, anzi: delle doppie pensioni. Quando un ex parlamentare della repubblica diventa deputato regionale siciliano, lo stato smette di erogargli la pensione che gli spetterebbe in quanto ex parlamentare. Quando avviene il contrario, cioè quando un ex deputato regionale siciliano diventa parlamentare, le indennità si raddoppiano.
Ai diecimila euro che spettano ai parlamentari nazionali, si aggiunge un vitalizio che in media è di cinquemila euro netti al mese. Quattordici i fortunati, di destra e di sinistra: un ex ministro (Calogero Mannino), due ex governatori come Salvatore Cuffaro e Angelo Capodicasa, l’ex presidente dell’Assemblea Nicola Cristaldi, l’ex sindaco di Palermo e attuale portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando, nove ex assessori regionali: il colonnello finiano Fabio Granata, Vladimiro Crisafulli, Giuseppe Firrarello, Salvatore Fleres, Ugo Grimaldi, Dore Misuraca, Alessandro Pagano, Sebastiano Burgaretta Aparo. E Raffaele Stancanelli, il quale detiene il record della tripla indennità, visto che riceve anche lo stipendio da sindaco di Catania, al quale ha detto però di volere rinunciare.
Se ne parla perché il presidente dell’ARS, Francesco Cascio, ha proposto il taglio di queste pensioni, visto “il momento di grandi difficoltà economiche”. Di cose da tagliare se ne potrebbero trovare molte altre: i deputati regionali eletti prima del 2000, infatti, ottengono la pensione a soli cinquant’anni, se hanno tre legislature alle spalle. Cinquantacinque anni per chi ha fatto due legislature, sessant’anni per chi ne ha fatta una sola.
I privilegi non si fermano ai deputati regionali. Qualunque dipendente della regione, dal presidente all’ultimo dei custodi, può avere un’indennità vitalizia: basta avere venticinque anni di contributi – venti, per le mamme – e dimostrare di dover assistere un parente (un coniuge, un genitore, n figlio) affetto da una malattia “di particolare gravità”. Le conseguenze sono facilmente immaginabili.
Il colpo di genio, pochi anni fa, lo ebbe proprio una donna, che si fece adottare da una novantenne male in arnese per conquistare il diritto alla pensione. «Naturali o no, sempre figli sono», allargarono le braccia negli uffici. Ma adesso, a sette anni dall’introduzione del privilegio stabilito nel 2003 dalla munifica Assemblea siciliana ai tempi della giunta Cuffaro, il caso è diventato bollente.
Anello fa riferimento al caso che riguarda il segretario generale della regione, Pier Carmelo Russo, che a causa del malanno del padre riceve – a 47 anni – un vitalizio pari a 6.462 euro netti al mese. Il tutto senza passare tutto questo tempo al capezzale del padre, visto che dopo il pensionamento è stato nominato assessore regionale all’energia della giunta Lombardo.
Non è servita a sedare le polemiche la sua rinuncia all’indennità di assessore, circa 300 mila euro lordi all’anno, devoluti in beneficenza. La burocrazia-lumaca, finora, non ha sganciato un solo soldo ai poveri.




Cose risapute.
Considerazioni sparse:
a) La Lega sarà (anzi è) un movimento con aspetti che vanno dal fastidioso al mostruoso. Ma la ragione della sua nascita e del suo sviluppo non è il Dagli allo straniero, ma Separiamoci dal Sud. Difficile darle torto.
b)I privileggi per la Regione Sicilia sono innumerevoli, e talvolta fanno sinceramente vomitare, per la capillare malizia con cui sono escogitati. Anche nel Superenalotto, per dire, la Regione si tiene una quota delle giocate che nelle altre Regioni viene versata allo Stato.
c) Ovviamente le persone oneste che soffrono nel vedere questi schifi sono tante, al Sud. Ma sono anche tanti gli orgogliosi senza causa, che dicono che sono loro a volere un distacco dalla Padania e la rava e la fava. A me è sempre sembrato un orgoglio mal riposto, un irrigidimente puerile di chi non accetta critiche pure sono impossibili da controbattere, stando così le cose.
Per molti meridionali sembra che solo un meridionale possa parlare male del Sud.
Se sei di Bergamo e hai qualche perplessità sulle spese allegre della Regione Sicilia, è facile che ti diano del razzista.
Personalmente, quando mi imbatto in un atteggiamento simile la mia prima reazione, istintiva, è “andate a cagare”.
Diciamo che la Lega ha istituzionalizzato questa reazione di pancia.
Legalax, il lassativo che manda a cagare chi non ammette gli sprechi del Sud.
Ora devo capire una cosa. Tutte le volte che si scopre che nel sud c’è chi ruba, chi spreca, chi evade le tasse, chi truffa, chi se ne infischia della legge, succede che un altro che abita all’altro capo dello stivale fa subito notare che la Lega è brutta e cattiva, ma, si dice, in fondo in fondo non ha tutti i torti. Si vorrebbe forse sostenere che nella ridente terra dei leghisti queste cose non succedono? Magari fosse vero. Resta però il fatto che questo governo con tutti suoi sprechi, anche quelli del Sud, sta in piedi proprio grazie agli omini vestiti di verde che abitano (come me, del resto) sulle rive del Po.
“Si vorrebbe forse sostenere che nella ridente terra dei leghisti queste cose non succedono?”
E’ evidente che è una questione di misura delle cose. I furti, gli sprechi, i clientelismi avvengono ovunque. Ma in alcune zone sono di gran lunga più frequenti, sistematici, continui.
E infatti una roba come quella di cui parla questo post, così come mille altre, capitano in Sicilia, non al Nord. Vogliamo parlare dei famosi forestali della Calabria, 11 000? O vogliamo dire che i dipendenti regionali della Sicilia sono circa 20 000 e dell’Emilia Romagna 3500?
Non diciamo che è tuto uguale, perchè non è vero. E’ stata la rimozione ipocrita di questi fatti che ha causato la nascita della Lega. Il rimosso che emerge prepotente. Conveniva non rimuoverlo, affrontarlo seriamente e ci saremmo risparmiata la nascita di un partito odioso ma inevitabile allo stato delle cose.
Potrei fare esempi di sfacciati sprechi nelle regioni a statuto speciale del nord, ma poi a che pro, non si vorrà mica fare a gara? Le cose pubbliche andrebbero amministrate con responsabilità e buon senso dappertutto. Detto in altre parole, non vedo nessuna relazione tra la Lega se gli scandali di Canicattì. Certo è un buon argomento per un comizio alle fonti del Po, ma attenzione a chi scaglia la prima pietra. Dietro l’angolo ci sono sorprese. La mafia, il sistema che mette in banca quelle ruberie, costruisce case anche a Cortina.
Alessandra, io la relazione ce la vedo, perché i soldi che servono a mantenere la pletorica Regione Sicilia vengono prodotti in gran parte al Nord e dunque si può capire che su al Nord qualcuno si incazzi un tantinello, no?
Cioè, se è nata la Lega un quarto di secolo fa (quando gli extracomunitari non si sapeva nemmeno cosa fossero) non ha relazione con il clientelismo meridionale, e specialmente siciliano?
Capito tutto.
Non dico che la Lega sia un partito pulito o votabile a cuor leggero (infatti, non lo voto e non voto a destra).
Ma non facciamo ridere i polli con la storia del potrei raccontare gli sprechi sfacciati delle Regioni a statuto speciale. Che sono di per sè un favoritismo incomprensibile rispetto ai cittadini delle altre Regioni.
Te lo dico io che ventenne trascorsi un anno in una clinica privata all’estero, moltissimi anni fa, e mentre chi veniva dalle regioni a statuto speciale aveva pagato tutte le spese, i miei, cittadini dell’ Emilia Romagna, cacciarono a spese loro decine e decine di mln di vecchie lire (quando una Panda costava 4 mln e un appartamento ne costava 50) per le mie cure. Figurati se ho una buona opinione delle Regioni a statuto speciale.
Ma ad arrivare alla Sicilia, cara mia, ce ne vuole…
Vogliamo parlare della ricostruzione del Friuli dopo il terremoto?
Dei LSU delle Regioni del Sud? Del buco di bilancio del Comune di Catania? O di quello di Taranto, fallito? Degli organici degli Enti Locali del Sud rispetto a quelli settentrionali?
Non buttiamola in caciara. E’ evidente che Regioni a statuto speciale giocano sporco rispetto al resto d’Italia. Ma non tentiamo paragoni, per carità.
E’ così difficile capire che è esattamente la rimozione mezzo astiosa e mezzo orgogliosa (orgoglio non benissimo riposto) dell’assistenzialismo meridonale che porta a reazioni inconsulte come di fatto è la Lega?
chi alza la voce finisce per non ascoltare. non credo di saperla lunga e nemmeno tutta. sollevavo un dubbio e qualche obiezione.
se c’è chi sa di più e chi ha capito meglio di me come stanno le cose, buon per lui.
Per prima cosa va detto che le regioni a statuto speciale sono un anacronismo che si sarebbe dovuto (potuto)abolire almeno da trent’anni. Peraltro questa proposta venne da un liberale di ferro come Raffaele Costa, ovviamente non fu presa in minima considerazione per motivi fin troppo chiari.
Riguardo agli sprechi ci sono dovunque e sotto qualunque amministrazione qualli siciliani gridano vendetta e mi piacerebbe saper con quali argomenti vengono ammaniti al “poppolo verde” per farglieli digerire.