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— Politica

Quali sono le province tagliate?

La manovra del governo annuncia l'eliminazione delle province sotto i 220 mila abitanti

Ma deroghe e conteggi non sono chiarissimi: a Isernia comunque sono preoccupati

26 maggio 2010

Aggiornamento delle 14,27: secondo un nuovo calcolo di Antonio Sgobba, gli ultimi conti ridurrebbero a sei il numero delle province che verrebbero eliminate.

se consideriamo i generosi  accorpamenti i più sfortunati sarebbero quelli di Asti, Massa Carrara, Biella, Vibo Valentia, Fermo e Rieti. Totale sei.

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“L’unico intervento davvero strutturale è quello trapelato in serata: l’abolizione di 9 province con meno di 220.000 abitanti”

Così scrive Tito Boeri su Repubblica stamattina senza entrare maggiormente nel dettaglio del conteggio. Infatti, su quante e quali siano le province eliminate dalla maggioranza che sostenne a lungo di voler eliminare “tutte le province” le informazioni sono un po’ confuse. Secondo Repubblica, quelle interessate dai tagli decisi ieri dal governo sono le seguenti.

Si tratta di nove Province: Asti, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia

Secondo La Stampa, invece, “a rischiare sono quindici enti in tutto”: e aggiunge alla lista delle nove anche Biella, Lodi, Imperia, Grosseto, La Spezia e Terni (che la Stampa dà a 219.876 abitanti). Il Corriere non sembra dare sue indicazioni in merito. Il blog di Antonio Sgobba, ieri sera ha fatto un calcolo che porta il numero a dieci, salvando quelle che confinano con stati esteri (tra cui starebbe anche Belluno) e aggiungendo Biella alla lista di Repubblica.

Le sfortunate sono Asti, Matera, Ascoli, Massa-Carrara, Biella, Crotone, Vibo Valentia, Fermo, Rieti e Isernia. Dieci su centodieci. E comunque la sparizione avverrebbe “a partire dalla prossima legislatura provinciale”. C’è ancora un po’ di tempo per sperare anche per loro.

A Isernia sono preoccupati, ma per tutti ci saranno litigi, proteste e soprattutto conteggi, nei prossimi giorni. Di certo, la famosa “abolizione delle province” non avverrà a questo giro. Gli unici ad accontentarsi saranno probabilmente gli studenti delle medie: nove in meno da imparare, anche se si salvano le complicatissime nuove province sarde.
E quelle “di confine”, sono risparmiate per quale ragione?
È interessante anche notare come la bizzarra cifra di 220mila stabilita come limite salvi – rispetto alla più tonda 250mila – le province di Prato, Campobasso, Trieste e Rovigo: avranno avuto le loro ragioni, e molti sospettano siano ragioni leghiste.

Aggiornamento: il Tempo parla di “cinque province” realmente tagliate e a Rieti protestano. In attesa che si sveglino gli altri.

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17 Commenti

  1. Ma se eliminano la provincia di Isernia, in teoria sparisce anche la provincia di Campobasso visto che il Molise diviene una regione mono-provincia, come la Valle d’Aosta. Stesso dicasi per l’Umbria dopo l’eventuale eliminazione della provincia di Terni. In quel caso le province eliminate sarebbero di più.

  2. lasko

    Non credo che abbiano scelto il limite di 220.000 abitanti per “salvare” la provincia di Trieste, in Friuli – Venezia Giulia abbiamo la provincia di Gorizia (140.000 ab) che nessuno ritiene toccata dalle nuove norme. Si vedrà più avanti se questa norma rispetta l’autonomia regionale, preservando questi enti utilissimi o meno.

  3. otto

    Io direi che le condizioni (220mila abitanti o confinante) sono fatte apposta per salvare tutte le dodici province lombarde.

    In compenso si è rivelata l’estrema ignoranza di molti giornalisti, che si sono lanciati nelle ipotesi più ardite (Varese o Como con meno di 220mila abitanti?!?)

  4. Se confermano la soppressione delle Province con meno di 220.000 abitanti, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto
    speciale, dovrebbero essere;
    Terni 219.876 (Umbria)
    La Spezia 215.935 (Liguria)
    Grosseto 211.086 (Toscana)
    Asti 208.339 (Piemonte)
    Matera 204.239 (Basilicata)
    Ascoli Piceno 203.153 (Marche)
    Lodi 197.672 (Lombardia)
    Massa-Carrara 197.652 (Toscana)
    Biella 187.249 (Piemonte)
    Crotone 173.122 (Calabria)
    Vibo Valentia 170.746 (Calabria)
    Fermo 166.218 (Marche)
    Rieti 147.410 (Lazio)
    Isernia 89.852 (Molise)

  5. piti

    Tonino Carino si rivolta nella tomba.

  6. docmac

    Mi sembra strano che tutti inseriscano Aosta tra le province. Qui l’ “Ente Provincia” già non esiste. E’ tutta amministrazione regionale…

  7. franco1

    … e perdipiù confina con due stati esteri, comunque campa cavallo, non è che verranno abolite “domani” ma dal prossimo turno elettorale quindi i risparmi li vedremo (forse)tra quattro o cinque anni, giusto il tempo per ridistribuire tutto in modo che non cambi nulla.

  8. voldenuit

    Ovviamente (anche se dagli articoli di alcuni giornalisti così ovvio non sembrerebbe) le eventuali province confinanti soppresse non verranno cancellate dalla faccia della terra, ma accorpate.

    Ovvero: non possono eliminare contemporaneamente le province di Ascoli e Fermo, che sono infatti confinanti (a nord di queste c’è quella di Macerata, a sud l’Abruzzo). Probabilmente, faranno confluire Fermo nella provincia di Ascoli Piceno (per la gioia dei campanilisti fermani), esattamente com’era un tempo o Ascoli nella provincia di Fermo (ne dubito, visto che quest’ultima è numericamente meno significativa).

  9. Marcello

    E se cominciassimo ad accorpare i comuni piccoli, tanto per tagliare qualche ente inutile ? I comuni con meno di 2-3mila abitanti hanno senso solo in territori di montagna, eppure in alcune regioni ce ne sono centinaia.

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