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— Politica

La prima camera del parlamento

Bruno Vespa occupa tutto lo spazio del giornalismo politico, e hai voglia a smentire, obiettare o parlare d'altro: vince sempre lui

Col libro in uscita alla fine del mese, le redazioni tornano a essere inondate di anticipazioni

21 maggio 2010

Quello di ieri era l’antipasto, e l’avevamo annusato: un lancio di agenzia secondo cui Berlusconi aveva mollato Verdini e Scajola, definendoli “casi isolati che nulla hanno a che fare con l’attività del partito e del governo”. Passano un paio d’ore e arriva la smentita di Berlusconi: “Non ho mai fatto i loro nomi”. Chi aveva diffuso la dichiarazione di Berlusconi? Bruno Vespa. E la dichiarazione non è una dichiarazione, bensì un estratto della “lunga conversazione” tra Vespa e il presidente del consiglio che sarà inclusa nel libro di prossima uscita dello stesso Vespa (che si allarga, quindi: ora pubblica anche il libro da ombrellone, oltre a quello natalizio).

Oggi arriva il seguito. La prima Ansa è delle 13.52, un’altra arriva alle 13.59, una alle 14.09 e un’altra alle 14.12. L’oggetto è sempre lo stesso: parole di Berlusconi estratte dal nuovo libro di Bruno Vespa. Saranno sui giornali di domani. La tecnica è nota: l’ultima volta le “anticipazioni” fatte circolare ad arte diventarono così tante che qualche giornale iniziò a lamentarsene, senza però riuscire ad arginarle, neppure sulle proprie pagine. Se poi Berlusconi o chi per lui interviene subito dopo l’anticipazione, per smentirla, tanto meglio: a quel punto avremo – come accaduto ieri – l’equivoco, il “polverone”, le polemiche. Tutto fa brodo. Ne scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica di oggi.

Il Cavaliere gliel’ha detto, però non gliel’ha detto; e i nomi di Scajola e Verdini non glieli ha fatti, però glieli ha fatti Vespa, e quindi è come se glieli avesse fatti Berlusconi, d’altra parte la parola «equivoco» apre sontuosi orizzonti sulla limpidezza di queste faccende che con qualche regolarità accompagnano l’intensa, prolungata, invasiva e proliferante promozione dei best seller di Vespa.

Ceccarelli ricostruisce la tecnica di Vespa, che aggiorna i libri fino all’ultimo istante e poi inizia a far filtrare anticipazioni su anticipazioni. Solo che le anticipazioni riguardano frasi dette giorni, settimane prima della loro pubblicazione, quindi le cose possono essere cambiate. I giornali le pubblicano spacciandole come frasi di giornata, dice Ceccarelli, e pazienza se qualcosa non torna o se il lettore si dimentica di cosa si stia parlando, come nel caso della rissa di questi giorni tra Vespa e il Giornale.

Nell’autunno del 2006 l’incombente best seller era «L’Italia spezzata». Prodi era da poco arrivato, e piuttosto avventurosamente, a Palazzo Chigi. Vespa aveva visto un certo film tedesco su Berlusconi nel quale il Professore, in campagna elettorale, cioè in primavera, ne aveva dette di cotte e di crude sul suo rivale: «un prepotente» con «risorse illimitate per violare la legge». Solo che per reclamizzare il suo volume queste simpatiche dichiarazioni (che Prodi certamente aveva detto e che probabilmente continuava a pensare) Vespa se le sparò a novembre. Bùm. Berlusconi fece la vittima; Prodi non si ricordava più; mentre Vespa, non esattamente contrito, senza meno arrecò un personale contributo allo spezzatino posto all’attenzione del suo pubblico nel titolo del libro.

A pensarci bene, quindi, la strategia del doppio libro potrebbe servire proprio a questo: pubblicare un libro in estate per evitare che le anticipazioni possano andare a male, aspettando la fine dell’anno. E rimarcare una volta di più la propria centralità nel sistema pigro e obsoleto della comunicazione politica italiana, la cui agenda – per due o tre settimane l’anno, almeno – è dettata da Bruno Vespa. Una volta Andreotti disse che Porta a porta era “la terza camera dello stato”. S’era tenuto basso.

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3 Commenti

  1. IL “Potere” di Bruno vespa è ormai noto anche ai telespettatori più pigri.

    Forse anche voi ricorderete di una puntata in cui Bruno Vespa fece chiudere il microfono della Bindi, zittendola come un pesce nell’acquario.

    Credo che quel caso sia emblematico. per quanto bravo Vespa possa essere giudicato da chi lo stima, si tratta sempre di un giornalista.

    Un giornalista però che ha censurato un parlamentare spegnendogli il microfono!

  2. piti

    Scusa, ma chi è che può stimare un venduto del genere, uno spudorato strumento del peggior potere sotto le specie dell’informazione?

  3. @ a piti: guarda, io proprio no…Però sai,il mondo è bello xchè è vario: c’è chi ha il gusto dell’orrido ihih

    Ciao! :-)

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