Aldo Grasso, Corriere della Sera, oggi 21 maggio 2010:
Se uno amasse davvero il Servizio pubblico dovrebbe cominciare ad astenersi dall’usare il Servizio pubblico per fatti personali, per regolare i propri conti con chi la pensa in maniera diversa, per ergersi a Sentinella Unica della Democrazia. E invece, ancora una volta, Michele Santoro ha aperto «Annozero» con un lunghissimo intervento dedicato alle sue vicende, al suo addio all’azienda.
Un monologo di venti minuti contro tutti, scritto e recitato, lo sguardo allucinato rivolto alla telecamera, uno show militante, un delirio di onnipotenza che farà testo. Ci sono molti modi per dirsi addio, anche in campo professionale, alcuni più eleganti e discreti, altri meno. Santoro ha scelto il più clamoroso, usando persino espressioni che appartengono al gergo delle vecchie soubrette («il mio pubblico»). Ha alzato il dito contro Sergio Zavoli, contro la Commissione di vigilanza, contro i vertici Rai, contro i politici del Pd che non lo hanno sostenuto, contro i direttori di giornale che non gli hanno dedicato un martirologio.
Aldo Grasso, Corriere della Sera, l’altroieri 19 maggio 2010:
Campione assoluto del ribellismo plebeo e dello show militante, Santoro ha sempre ottenuto buoni ascolti, da grande professionista della demagogia mediatica. Anche Bruno Vespa, anni fa, ha fatto qualcosa di simile: si è licenziato dalla Rai e, in cambio, ha ottenuto un sostanzioso contratto di collaborazione, quasi a vita. Ma almeno Vespa non ha mai fatto il barricadero, non ha mai vissuto il giornalismo come vocazione rivoluzionaria, non ha mai preteso di ergersi a paladino delle schiene dritte, non si è fatto eleggere al Parlamento europeo. Santoro no, da sempre è in missione per conto del suo Ego: vuole raddrizzare il mondo attraverso la tv. Fin dai tempi di «Samarcanda» quando dichiarava: «Noi di Samarcanda siamo così: facciamo le file, abbiamo macchine sfigate, andiamo a far la spesa nei supermercati, prendiamo la metropolitana. Gli altri però non capiscono che siamo come loro». Fagliela capire adesso, con quella buonuscita.




Non vedo dove sia la contraddizione tra i due scritti.
Ci siamo ormai così assuefatti ad essere maltrattati, vessati, controllati che ogni volta che qualcuno mette a nudo vicende scomode subito viene attaccato da qualche altro a difesa delle sconcezze che sono perpretate nel nostro paese. Non credo che Santoro ieri ha fatto uno show personale per farsi giustizia, ancora una volta ha voluto dire liberamente e apertamente quello che pensava rispetto a tanta ipocrisia. Poi c’è il telecomando, chi non vuole ascoltarlo può fare zapping. Il fatto che partano gli attacchi è che milioni di persone lo ascoltano con attenzione. Mi meraviglio come non siano stati ancora messi da parte Ballarò, Report e qualche altro che mi sfugge. Vai Santoro!
aldo grasso ha scritto un articolo pessimo. santoro ha posto un interrogativo: è normale che un programma redditizio (lo dicono i dati) e che fa ottima informazione (lo dico io) sia messo alla porta sostanzialmente perchè non piace a silvio berlusconi (vedi intercettazioni di trani)? e voi, sedicente opposizione, approvate tutto questo?
il punto è chiaro: se santoro resta deve poter fare quello che vuole, altrimenti se ne va (con tutte le ragioni del mondo).
sentire emma bonino dire che “non credo a santoro accerchiato” è un insulto all’intelligenza (o qualcuno deve farle leggere le intercettazioni).
santoro è stato furbissimo.
finisce che il pd ciurla nel manico e santoro se ne andrà, ovviamente.
Santoro, buono quello. L’inventore della Lega, il miglior alleato di Berlusconi. Imbarbarire la capacita’ critica dell’elettore di sinistra il suo obiettivo tattico. Devastare le forze progressiste dall’interno quello strategico.
#splarz perchè il pd dovrebbe difendere santoro?
santoro è stato furbo. quando però sono vent’anni che, giustamente, fai programmi contro i furbi e poi ti prendi una buonuscita così.
aldilà di questo penso che sia scandaloso che uno dei programmi di punta di rai due sia trattato dai vertici dell’azienda in questo modo. w raiset
Varie:
1) La storia della buonuscita. Ovvio che fa impressione. Ma, giusto o sbagliato, in tv mi pare che le cifre che girano per chi ci lavora in posizioni di prestigio siano quelle. I due mln di buonuscita non sono nè più ne meno scandalosi del contratto da 500 mila netti di Santoro o di quello, triplo, di Vespa. O scopriamo adesso che nel mondo c’è chi guadagna più di 1300 euro al mese e tredicesima a Natale?
2) “Imbarbarire la capacita’ critica dell’elettore di sinistra il suo obiettivo tattico.”: scrivono poco sopra. Ah, sì? Perchè? Come si fa a non imbarbarire? A colpi di crostata a cena con Berlusconi? Non chiamando schifo lo schifo, ladri i ladri, corrotti i corrotti?
3) Santoro è tutto fuorchè simpatico e anche il monologo non aiuta. Ma mi pare che il problema della nostra tv non sia come è lui e cosa dice o fa lui, ma come è, come dice e cosa fa chi sostiene Berlusconi (e pertanto mette i bastoni nelle ruote a chi, come lui, fa un’informazione non inginocchiata al premier). Ma forse ci meritiamo Paragone.
Ma perchè ci si preoccupa di quanto prende Santoro e non di nVespa? Ma allora non abbiamo capito niente? Dopo 30 anni di mobbing ce ne veniamo fuori con queste uscite? Ci mritiamo tutto quello che abbiamo, a noi la storia non insegna niente. Che ce ne frega del diritto di informazione delle propietà dei mezzi, del monopolio della pubblicità, tutto sembra scivolarci addosso. Grasso scusa ma quanto prendi tu, quanto ti danno di buona uscita? Chi sono i tuoi referenti? Con chi ti sei messo d’accordo per dire queste cose? Che benefici ne trai? Non sono discorsi miserabili questi? Avete perso il senso comune, la lima, la paura di non arrivare a fine mese, avete perso aderenza con la gente.Un saluto..
-Da quando avere un super-ego è peccato?
-Da quando guadagnare tanti soldi è peccato?
-Da quando usare la tv per i fatti propri è peccato?
-Da quando vespa è un esempio da seguire?
Ciò che si perdona normalmente, per Santoro non è perdonabile (ammesso che questi peccati Santoro li abbia commessi)