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Quanti sono gli intercettati in Italia?

Il direttore di Repubblica scrive che il governo è responsabile di "un falso" nel raccontare quanto invasive siano le intercettazioni giudiziarie

"I telefoni intercettati in Italia nel 2009 sono 120 mila"

19 maggio 2010

Per smentire il ministro della Giustizia, che due anni fa sostenne che «una grandissima parte del Paese è intercettata e il numero delle intercettazioni è assolutamente ingiustificato in base al numero degli abitanti e all’ordinamento giuridico», oggi il direttore di Repubblica Ezio Mauro scrive nel suo editoriale che

In realtà i telefoni intercettati in Italia nel 2009 sono 120 mila, che tenendo conto del giro vorticoso di schede e utenze usate dai criminali e delle proroghe corrispondono a meno di 80 mila cittadini, vale a dire lo 0,2 per cento della popolazione.

Il dato è interessante, e interessante la considerazione: che lo 0,2% non sia la “grandissima parte del Paese” evocata dal ministro” è indubbio e non stupisce l’inclinazione alla superficialità dei conti dell’attuale governo. Ma detto questo, lo 0,2% – un italiano ogni cinquecento – che suona così zerovirgola, è davvero una quota così bassa di intercettati?
Un italiano su cinquecento. Significa che a un’affollata partita di calcio cento spettatori sono intercettati. Che in ogni grande sala di cinema il sabato sera c’è un intercettato. Che al test per l’ammissione alla facoltà di Architettura a Venezia ci sono due o tre intercettati. E due o tre tra gli operai Fiat di Termini Imerese. Ce ne sarebbero due in parlamento, se si potesse (se si potesse, il parlamento alzerebbe la media, probabilmente). E a un concerto di Vasco a San Siro, più di cento intercettati.
Certo, sono medie. Come spiega ancora Mauro

il numero dei “bersagli” (come si dice in termine tecnico) intercettati è sceso di 5 mila unità nel 2009 rispetto all´anno precedente, che il costo per lo Stato è fortemente diminuito e che l’80 per cento degli ascolti, addirittura, riguarda reati di criminalità organizzata.

Resta il fatto che per quanto 0,2 suoni un piccolo numero, 80mila suona un grosso numero, a pensarci da profani. Resta inoltre il fatto principale, come spiega ancora il direttore di Repubblica:

Ma qui, invece, l’obiettivo è quello di tutelare i potenti dal rischio di essere intercettati dal magistrato che cerca prove per un reato e dal pericolo di vedere quelle conversazioni-prova pubblicate dai giornali. E in particolare si punta a tutelare quella particolare categoria di potenti – gli uomini politici – che deve sottoporsi al giudizio della pubblica opinione, e dunque teme l’”accountability”, il dover rendere conto del proprio operato, la trasparenza delle sue azioni. Ovviamente, una larga parte del mondo politico condivide il principio della responsabilità e del rendiconto. Ma il governo, con ogni evidenza, vuole evitarlo. Ecco dunque la ricerca di norme congiunte che da un lato rendano più difficili, più limitate, più ristrette le intercettazioni e dall´altro renda addirittura impossibile ai giornali pubblicare non solo i verbali delle conversazioni legittimamente registrate, ma le notizie stesse delle inchieste giudiziarie.

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13 Commenti

  1. piti

    E comunque, che importanza ha sapere, al di là della curiosità statistica, quanti sono intercettati?

    Se fossero non lo 0,2 ma il 2% o anche il 10% degli Italiani, cosa cambierebbe?

  2. melba

    mah, a me pare che in un paese con almeno un terzo del territorio e della popolazione sotto scacco di sistemi mafiosi capillarmente diffusi e in continua espansione, anche la cifra assoluta non faccia tutto questo botto.

    Ma forse è perché non mi pace cedere al giochino intellettuale di certa sinistra (un po’ “fichetta”, se mi so consente il francesismo, per intenderci) del “siamo un paese normale” anche se, appunto, siamo sotto lo scacco delle mafie, o se siamo in balia di un potere che impedisce la corretta formazione di un’opinione pubblica.

    E a me l’atteggiamento di cui sopra pare invece uno dei più colpevoli contributi, da sinistra, alla degenerazione continua e a progressione esponenziale della nostra democrazia

  3. massimo55

    Il problema delle intercettazioni è diventato tale solo per la relativa e puntuale pubblicazione delle stesse sui giornali. Per questa ragione (dato che è un reato), se fossimo in un paese normale, sarebbero saltate molte teste nelle varie procure, ma non mi risulta sia mai avvenuto. Poi c’è il problema del contesto, per cui se dici al telefono a tua moglie “se fai scuocere di nuovo la pasta, ti ammazzo”, il giorno dopo sei in prima pagina come aspirante uxoricida. Il problema, dunque, non sono le intercettazioni di per sé, ma il paese di pagliacci in cui avvengono.

  4. A mio parere servirebbe un confronto, di numeri e di metodi, con altri Paesi.

  5. splarz

    a parte il fatto che il numero 80 mila l’ho sempre sentito perlomeno dimezzato, non si può giocare con la statistica. lo stadio, il concerto, l’ammissione alla facoltà… tutti campioni non rappresentativi cui quella percentuale non può essere applicata.

    le intercettazioni in italia non sono distribuite a gaussiana, quindi certe inferenze non si fanno.

    inoltre il fatto che solo la magistratura possa intercettare previa autorizzazione (e non in base a come gira a tizio o caio) è di enorme garanzia, se non fosse che in questo paese vengono confuse le intercettazioni legittime (magistratura) da quelle illegittime (dossieraggi telecom).

  6. zeta

    non ho capito il senso di questo articolo, tanti pochi, non potevi descrivere le nuove norme?

  7. @Massimo55

    Guarda che fuori dai luoghi comuni chi trafuga le intercettazioni di solito non e’ il magistrato, ma e’ molto piu’ facile che sia la difesa, o addirittura altri soggetti nemmeno collegati al processo.

  8. lorreca

    Il problema vero è:

    “Significa che a un’affollata partita di calcio cento spettatori sono intercettati.” Si, ma probabilmente stanno seduti in tribuna d’onore.

    “Che in ogni grande sala di cinema il sabato sera c’è un intercettato.” Magari nessuno, ma nel ristorante in centro a Roma, da 40 coperti, di intercettati se ne possono trovare una decina.

    “Che al test per l’ammissione alla facoltà di Architettura a Venezia ci sono due o tre intercettati.” Più probabilmente nessuno, ma nell’80 % delle ditte che recepiscono gli appalti pubblici, qualche manciata di dirigenti intercettati, ci sono.

    “E due o tre tra gli operai Fiat di Termini Imerese.” Più probabilmente 2 o 3 del management.

    “Ce ne sarebbero due in parlamento.” Come si scirve nell’articolo, altro che 2.

    I numeri sono relativamente importanti. Quello che conta è andare a vedere chi alla fine commette reati per cui l’intercettazione è importante. E quali sono questi reati se non quelli commessi da colletti bianchi ed organizzazioni criminali (che di solito parlano con i colletti bianchi)?

    Se si vuole vedere il numero come alto, non bisogna accusare i magistrati ma semmai i delinquenti. Più delinquenza, più intercettazioni. E noi italiani siamo piuttosto delinquenti. Anzi, 80 mila mi paiono anche un po’ pochine.

  9. Ezio Mauro se vuole combattere il ddl intercettazioni farebbe bene a basarsi su altre argomentazioni; parlare di quante persone sono intercettate mi pare francamente inutile. Chi può dire quale sia la percentuale “ideale” di intercettati? E’ come dire che ci si aspetta un certo numero di criminali, cosa che vorrei sapere come si fa a definire. Parliamo piuttosto di quanto si sia più tutelati in Italia rispetto ad altri paesi quando si parla di intercettazioni…

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