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— Politica

“Spiegate a Fede che Saviano non è comunista”

Filippo Facci e Antonio Socci sulla prima pagina di Libero lanciano un appello a Berlusconi e al centrodestra

"Saviano dovrebbe essere considerato - da tutti - un simbolo di libertà, una voce nobile"

11 maggio 2010

“Regalare alla sinistra Roberto Saviano sarebbe una delle sciocchezze più tragicomiche che il centrodestra potrebbe fare: eppure ci sta provando in ogni modo”. Lo scrivono sul Post e su Libero Filippo Facci e Antonio Socci, in riferimento soprattutto alle frasi di Emilio Fede durante il Tg4.

Facci e Socci considerano “imbarazzante” l’invettiva di Emilio Fede e sostengono che Saviano “dovrebbe essere considerato – da tutti – un simbolo di libertà, una voce nobile, un giovane scrittore che ha rischiato e rischia la vita per innescare una rivolta nella coscienza della sua gente”.

Non si deve commettere l’errore di ritenere la mafia e la camorra una «cosa loro», una bega regionale: si parla – Saviano ce lo ha fatto capire più di chiunque – di un impero economico planetario, di una tirannia che stritola intere regioni del Sud Italia e quindi l’intero sistema democratico. Si parla di un’autentica zavorra che paghiamo salatamente: l’Italia, non considerando le regioni oppresse dalle mafie, avrebbe un reddito e una ricchezza paragonabili a quelle della Germania. Ecco perché il tumore mafioso trascina il Paese sull’orlo del baratro: allo svilimento morale e civile si accompagna lo svilimento del nostro benessere, come la vulnerabilità del nostro sistema economico ha reso ancora più evidente. Dobbiamo capire che il nemico di Saviano è il nostro nemico, il nemico di ciascuno, ciò che infetta e minaccia anche la libertà, la stabilità, il lavoro, il benessere, i risparmi di ogni italiano che, pure, non l’abbia ancora capito.

Inoltre, i due mettono in guardia il centrodestra dal rischio di arruolare a tempo pieno Roberto Saviano nel “gregge conformista e firmaiolo”, cosa che lui non ha fatto e sembra non avere intenzione di fare. Insomma, il rischio di regalare Saviano – e le cose che dice, soprattutto – alla sinistra.

Saviano ha una formazione culturale fin troppo di destra: il centrodestra avrebbe potuto farne un proprio simbolo, ma ragionare in questo modo sarebbe comunque fare un torto a uno scrittore che giustamente tiene alla propria indipendenza da ogni schieramento, e che ripete, ogni giorno, che la lotta alla mafia e alla camorra non è di destra né di sinistra.

L’errore sarebbe doppio, e qui l’argomento Fede è già stato abbandonato (e come dargli torto). Si parla di Berlusconi e delle sue critiche inopportune e frettolose.

Quello che forse Berlusconi dovrebbe sapere, soprattutto, è che Saviano non è un fazioso o un fanatico: è tra i pochi intellettuali che hanno riconosciuto i successi del governo nella lotta alla camorra. E’ giunto a dichiarare, Saviano: «Il ministro Maroni ha il merito di avere iniziato un’azione indubbiamente più forte di quanto sia stato fatto in precedenza. E sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri degli Interni di sempre. Mi riferisco in primo luogo al Casertano, finora quasi ignorato dall’intervento statale centrale». Ora: quanti sono gli intellettuali così liberi da aver riconosciuto i meriti di un Maroni? Certo, Saviano ha idee proprie sulle misure che andrebbero varate per essere ancora più efficaci: e sono diverse da quelle intraprese dal governo, che critica anche aspramente. Le opinioni di Saviano, esattamente come quelle dell’Esecutivo, si possono condividere o meno: ma gli va riconosciuto, a dispetto del canto delle sirene intonato da sinistra, che sinora è riuscito a non farsi arruolare in nessun circo politico o mediatico: non è il caso, dunque, che ce lo arruoliamo noi. Saviano sta tentando di parlare a tutti e si mantiene fedele alla propria coscienza: questo ci pare.

Poter criticare le misure del Governo è un’ovvia regola democratica, ma va detto che Saviano con il centrosinistra non è meno duro. In una recente intervista a Pietrangelo Buttafuoco, su Panorama, ha ricordato: «Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali. Le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra. Ma io questa cosa l’ho detta e ridetta, l’ho fatta presente in vari articoli e interventi. E per questo mi sono meritato la fama di essere uno che, per interesse personale, infanga la sua terra. Quanto mi ha attaccato il centrosinistra campano, che ancora oggi mi considera un nemico! Solo pochi, pochissimi mi sono stati vicini».

Roberto Saviano, che tra l’altro ha rivelato gran stoffa letteraria e straordinario talento giornalistico, in questa rivolta morale ha scommesso la sua vita fin dal principio. Ora, ad appena 31 anni, deve vivere da fuggiasco, superblindato, prigioniero, senza una vita privata. Qualche volta ha ceduto, e ha detto: non lo rifarei. Merita almeno il rispetto di chi sta con il culo al caldo.

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18 Commenti

  1. aloiszen

    Il solito tentativo di accaparrarsi lo share ! I soliti Socci e Facci che non si smentiscono mai ! E’ chiaro a tutti che quel che contano sono le idee: Travaglio è di scuola Montanelliana e idee liberali. Di Pietro è uomo di ordine, legalità e non è di estrazione comunista. Così pure per Saviano: ha lavorato per il SUD, per il manifesto. Giacchè sta viaggiando verso i cinque milioni di copie vendute nel mondo, ecco il gatto e la volpe di turno che si preoccupano di perdere il bocconcino. E questo avviene nel momento in cui -proprio a Roberto Saviano- si nega la possibilità di andare all’estero a parlare di questa diffusa Gomorra italiana, adducendo come motivazione l’incolumità stessa di Saviano. E questo avviene mentre si sperperano decine di miliardi di euro al mese, per spese su busta paga dei politici, dei corrotti, dei funzionari di sottobosco che non cambiano mai e per tenere in piedi le televisioni ed i giorni che sorreggono il manto al re: chiedere a Fede, Socci e Facci di vergognarsi è chiedere loro troppo? Per sentire l’aria, occorrono narici e polmoni; e a molti manca l’organo della vergogna. Comunque, se temono di regalare Saviano alla sinistra, si ricordino che non solo Fede, ma Berlusconi stesso lo ha attaccato pochi giorni fa, con risibili accuse di pubblicizzare la mafia, che è “solo la sesta nel mondo”.

  2. Facci e Socci non penseranno che Fede possa aver manifestato una sua spiccata allergia a Saviano perché lo ritiene di sinistra? Quando mai Emilio Fede esprimerebbe una valutazione faziosa.
    No. Non può essere.
    Facci e Socci devono essere “preoccupati” del fatto che sminuire, attaccare Saviano, attiri sempre più il sostegno di persone sensate e ragionevoli,distanti anni luce dal linguaggio, dalla visione e concezione del berlusconismo.
    E’ sempre una questione di “parte”…

  3. sandro

    E’ evidente che Socci e Facci diano per scontato che il maggiordomo di Silvio Berlusconi non sia addentro alle faccende di mafia del padrone, come – ne sono convinto – non lo sono loro. E invece il buon Fede sa e si comporta di conseguenza.

  4. piti

    Il punto non è ciò che non è (comunista) Saviano.

    E’ ciò che è Fede. E chi per lui.

    Il candidato risponda alla seguente, semplice domanda di logica elementare: se X è un simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ma viene criticato e maltrattato da Y, si indichi da quale parte sta Y.

  5. Socci & Facci, wow!

    C’è chi ha il Washington Post con Woodward & Bernstein e chi si deve accontentare di Socci & Facci sul Post-it

    Il bello è che di questa letterona discuteranno a sinistra, mentre a destra ci si soffieranno il naso (francesismo), per non dire quanto ne rimarranno impressionati Fede e Belusconi :D

  6. pagina 97 di Gomorra di Roberto Saviano:

    «Non sono gli affari che i camorristi inseguono, sono gli affari che inseguono i camorristi. La logica dell’imprenditoria criminale, il pensiero dei boss coincide col più spinto neoliberismo. Le regole dettate, le regole imposte, sono quelle degli affari, del profitto, della vittoria su ogni concorrente. Il resto vale zero. Il resto non esiste.»

    pregherei i redattori de ilpost.it di dedicarsi al tanto decantato fact-checking prima di pubblicare queste affermazioni che neutralizzano parte del pensiero di Saviano.

    Gomorra è un libro strano, che fra le altre cose contiene un attacco (forse un po’ rozzo e sbrigativo) al capitalismo. A me questo suona abbastanza di sinistra, o quantomeno degno di essere sottolineato prima di creare un Saviano bipartisan.

  7. piti

    “il pensiero dei boss coincide col più spinto neoliberismo”.

    Basta una affermazione così ovvia e innocua per definire comunista una persona?

    O, in altre parole, al mondo esiste solo il liberismo spinto oppure il comunismo e quindi si può solo stare di qua o di là?

  8. loregori63

    Non so se Saviano sia comunista, ma so di certo che non può essere dalla stessa parte di Fede&Socci.

  9. denis

    Gli argomenti di Facci e Socci sono condivisibili.
    Tuttavia mi chiedo come si possa fare questi discorsi e allo stesso tempo pensare che chi a dato al proprio “stalliere” dell’eroe ( solo per citarne una) possa recepire il messaggio e farlo suo.
    Nella lotta alla criminalità organizzata non c’è destra ne sinistra, ci sono politici che la fanno e politici collusi o che si girano dall’altra parte. Berlusconi non è fra i primi.
    Emilio Fede non lo commento, non merita.

  10. madda

    Non diamo importanza a quanto dice E.Fede.Saviano e’ uno Scrittore di grande coraggio,dispensatore di verita’ scomode,di qualunque fede politica sia, lo rispettiamo tutti ,sicuramente!Grazie Saviano hai,giovanissimo,rinunciato ad una vita libera,e noi ti sosteniamo.Quel giornalismo che ti critica e’ servo dei poteri del denaro,della sete di dominio.della voglia di OMOLOGARCI IL PENSIERO!

  11. franco1

    Se non ricordo male si dice che il raglio degli asini non sale al cielo!

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