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  • Domenica 9 maggio 2010

“Sodano coprì gli abusi in Austria”

L'accusa stavolta viene da Schoenborn, arcivescovo di Vienna. Sui giornali di oggi si parla di "atto senza precedenti"

© MICHELE RICCI LAPRESSE
11/04/2003 CITTA' DEL VATICANO
INTERNI VATICANO
UNIVERSITA' LATERANENSE - ANNIVERSARIO "PACEM IN TERRIS"
SUA EMINENZA CARDINALE ANGELO SODANO
© MICHELE RICCI LAPRESSE 11/04/2003 CITTA' DEL VATICANO INTERNI VATICANO UNIVERSITA' LATERANENSE - ANNIVERSARIO "PACEM IN TERRIS" SUA EMINENZA CARDINALE ANGELO SODANO

Sono esplose nuovamente ieri le polemiche sulla pedofilia nella Chiesa cattolica e sull’ostruzionismo del Vaticano nelle relative inchieste. Stavolta però la scintilla non si deve ad alcun quotidiano con “ignobili intenti” – così l’Osservatore Romano aveva apostrofato il New York Times – bensì alle dichiarazioni di Christoph Schoenborn, cardinale, arcivescovo di Vienna e amico personale di Joseph Ratzinger. Secondo il cardinale Schoenborn, racconta Andrea Tarquini su Repubblica, Sodano “coprì il gravissimo caso dell’allora arcivescovo di Vienna Hans Hermann Groer”.

Groer nel 1995 venne accusato di molestie sessuali da un suo ex studente. Di lì a poco diversi altri ex studenti denunciarono di aver subito simili violenze, Groer fu costretto a dimettersi da arcivescovo di Vienna e venne trasferito al monastero di Roggendorf, dove restò fino al 1998 sostanzialmente impunito. Il caso Groer è stato raccontato da un libro del giornalista Hubertus Czernin, che stima in almeno duemila le persone molestate dal cardinale nel corso della sua vita.

“La sua storia di molestie inizia nel 1950, continua negli anni Sessanta, negli anni Settanta, negli anni Ottanta e persino negli anni Novanta”.

La storia è di quindici anni fa. Schoenborn sostiene che Joseph Ratzinger – allora capo della Congregazione per la dottrina della fede – volesse fare chiarezza sull’accaduto e “usare una linea di tolleranza zero”. La volontà e l’influenza di Sodano finirono però per metterlo in minoranza: l’allora segretario di Stato – accusato anche di aver definito “chiacchiericcio” le accuse nei confronti di Groer – avrebbe deciso di coprire gli abusi e insabbiare le inchieste, per evitare effetti negativi sull’immagine della Chiesa. È la prima volta che simili accuse verso un alto esponente delle gerarchie vaticane vengono lanciate pubblicamente da un cardinale, e la vicinanza di Schoenborn col Papa lascia supporre il tentativo estremo di mettere fine alle polemiche di questi mesi, anche a costo di dover operare nette e dolorose rotture con il passato.

Scrive Alberto Melloni, sul Corriere della Sera:

Quello che si è consumato ieri a Vienna è un atto senza precedenti. […] Accusare Sodano è forse un modo per proseguire una lodevole «operazione verità» iniziata in Austria, ma palesa una forte tensione dentro il collegio cardinalizio. […] Questo scontro al calor bianco accesosi fra due grandi cardinali rinvia a molti sfondi: le fibrillazioni della chiesa di lingua tedesca, la beatificazione di Wojtyla, le nomine nella curia romana, la provvista delle grandi diocesi del mondo, i cappelli cardinalizi – e in un futuro lontano il conclave. Ma conferma che ai massimi livelli istituzionali e intellettuali della chiesa si fatica a individuare il punto critico di questa situazione.