La fine dell’Europa

"Questa crisi ci insegna che l'Europa unita è un'utopia"

"Se si andrà avanti così, scoppierà una rivolta popolare contro l'euro"

“Lo sa cosa insegna questa crisi? Che l’Europa unita è un’utopia. Forse dovevamo capirlo dal tempo in cui non c’era l’euro, e dalla laboriosità delle mediazioni che hanno portato alla moneta unica. Ecco, mi sembra che siamo tornati a quell’epoca, vent’anni passati invano. E guardate che tutto questo è un vero peccato: l’Europa nel suo insieme sarebbe un meraviglioso e ricco paese, con un rapporto debito/Pil di gran lunga migliore di quello americano, o giapponese o cinese. Siederebbe alla tavola dei grandi con pieno titolo, e avrebbe il posto d’onore. E invece si è ridotta ad andare a mendicare al Fondo Monetario un’integrazione all’intervengo a favore di uno stato membro. Bella lezione di europeismo.

Il giudizio di Jean-Paul Fitoussi su come l’Europa ha affrontato la crisi economica e il collasso della Grecia è critico e severo. Intervistato oggi da Repubblica, l’economista francese sostiene che

Questa crisi rappresenta un’incredibile prova di inadeguatezza delle strutture comunitarie, l’ambizioso disegno europeo non ha retto alla prova più difficile. L’ultima cosa da fare era avvitarsi in questa serie infinita di consultazioni, di riunioni, di decisioni che peraltro ancora non sono operative. Ma è questa l’Europa? Se si andrà avanti così, scoppierà una rivolta popolare contro l’euro e tutto ciò che gli sta intorno.

Fitoussi ne ha anche per le agenzie di rating, che ieri hanno declassato i titoli della Grecia al livello più basso.

Ma che coraggio! Proprio loro che hanno mandato in rovina il mondo. S&P e Moody’s portano sulle loro spalle la responsabilità del collasso della finanza che è stato l’inizio e la causa di tutta la crisi. Non mi pare una responsabilità da poco, dovrebbero rintanarsi in un angolo e chiedere perdono. Hanno ingannato tutti: i risparmiatori e anche le banche. E tutti hanno pagato carissime le loro inadempienze.

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