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No, un blogger non è come il direttore di un giornale

La corte di appello di Torino ribalta una sentenza che aveva condannato un blogger per "omesso controllo"

Vecchia questione: chi è responsabile di quello che scrivono i commentatori di un blog?

24 aprile 2010

Il buco nella legislazione italiana su quel che riguarda internet e i blog si arricchisce di un altro tassello, per fortuna più incoraggiante rispetto ad alcuni di quelli emersi negli scorsi anni.

La terza sezione della Corte di Appello di Torino ha stabilito che il ruolo di blogger non è equiparabile a quello di direttore di giornale, e che quindi l’autore di un blog non è responsabile per quello che scrivono sul suo blog i commentatori. Il caso riguardava Roberto Mancini, un blogger aostano che era stato condannato in primo grado a tremila euro di ammenda e a ottomila euro di risarcimento per il reato di omesso controllo. L’appello ha stabilito invece che tutti i commenti non riconducibili all’autore del blog sono da considerare anonimi, perché non è possibile verificare con certezza l’identità del commentatore.

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4 Commenti

  1. pierbacco

    Cosidero questa sentenza un evento molto importante. Il blogger non deve essere il responsabile legale dei commenti altrui.

  2. Garese

    Giusto che il blogger sia responsabile unicamente di ciò che ha scritto. Non sono molto d’accordo su quanto stabilito, cioè che “tutti i commenti non riconducibili all’autore del blog sono da considerare anonimi, perché non è possibile verificare con certezza l’identità del commentatore”. Non è possibile risalire all’indirizzo IP dell’autore del commento?

  3. giusalex1

    il problema e dall’IP risalire alla persona fisica che ha scritto il commento…..

  4. vsgaudio

    Allora, non è direttore di giornale il blogger, okay lo si sapeva.
    Se prendiamo un prete che figura iscritto all’Ordine dei Giornalisti[ce ne sono molti in Calabria, l’attuale vescovo di Cosenza-Bisignano, ad esempio, fece addirittura il tesoriere del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, che è una delle sedi regionali, ubicata al Palazzo delle Poste nella Sala Stampa, della FNSI], come sia stato possibile iscriverlo questo è un segreto insondabile, come quello confessionale e quello di stato, ma lasciamo stare tutte le implicazioni e le connessioni che l’articolo 35 della Legge 3.2.1963 n.69 avrebbe, poi, dovuto avere con la successiva istituzione del codice fiscale e della relativa dichiarazione dei redditi col 740[che se doveva dimostrare quanto ha dovuto dimostrare il sottoscritto negli anni Ottanta per l’attività regolarmente retribuita da almeno due anni equiparata economicamente a quella di un redattore ordinario, beh, non so, allora è da lì che vengono fuori i miracoli!], qui non interessano; voglio dire, c’è un prete e si fa il suo bel giornalino parrocchiale, lo iscrive al Tribunale nella cui circoscrizione professa il sacerdozio, e ci mette dentro le preghiere, gli esercizi spirituali, i digiuni, i fioretti, le elemosine, la carità, le offerte, gli oboli, le oblazioni, le decime, i pellegrinaggi, il culto, la liturgia, il cerimoniale, i precetti, la catechesi, e questo è un giornale e lui, don Vincenzo, iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ne è il direttore responsabile foss’anche in Val d’Aosta; se prendiamo un cittadino italiano, che non è iscritto all’Ordine ma anche se lo fosse la musica non cambierebbe, e che fa un blog, che non è una testata giornalistica, lui non sta dirigendo nessuna parrocchia, sta postando roba sua, scrive quel che la Costituzione della Repubblica dice che è libero di scrivere, arriva un altro cittadino che, a quella casellina “commenta”, fa clic e si dice:”oh, cos’è ‘sta roba?”, e a volte c’è da indicare il “nome” ,l”e-mail”(che non sarà pubblicata), il sito web(se ce l’hai), sotto: “scrivi”: e lui scrive. Il più delle volte, al “nome” mette il nome del suo barbiere; all’e-mail, indica quella dell’idraulico, e anche quando scrive il commento, come ogni buon cittadino italiano, non so chi, l’ho letto oggi, su un giornale, dice che è “un po’ignorante ma è curioso”,sta lì nei suoi prestabiliti quattro cubiti e pensa che scrivere sia connaturato alla prossemica della sua fisiologia,un personaggio alla Beckett, tanto per dire,un po’ come in “Quad”, tutto determinato il ritornello essenzialmente motorio e la sua musica, anziché lo strofinio delle ciabatte, è lo strofinio del mouse, fino ad esaurire lo spazio per estenuarne le potenzialità rendendo impossibile qualunque incontro[cfr. Gilles Deleuze, L’esausto, trad.it.Cronopio, Napoli 1999]. Che c’entra il prete? C’entra, c’entra…
    P.S. Scusate, ma come può una procura della Repubblica procedere contro un blogger secondo le disposizioni della legge professionale sapendo che il suo blog non è una testata giornalistica?
    Se il blog non è una testata giornalistica, non risulterà iscritta al Tribunale, né risulterà nello stesso Tribunale, competente per territorio, una persona fisica che ha dichiarato di essere il proprietario del giornale; né risulterà una persona giuridica che ha dichiarato, nella sua qualità di amministratore unico o presidente del consiglio di amministrazione e quindi rappresentante legale della società così denominata che la stessa è proprietaria del giornale; né risulterà una persona fisica che ha dichiarato di essere l’editore del giornale; né una persona giuridica che ha dichiarato, sempre ai sensi dell’art. 5 della Legge 8.2.1948 n.47, nella sua qualità di amm. unico o presidente del consiglio di amministrazione e quindi legale rappresentante della società in quel modo denominata che la stessa è l’editrice del giornale; né risulterà una persona giuridica che ha dichiarato, ai sensi dell’art. di cui sopra, di essere il direttore responsabile del periodico(titolo, periodicità), a carattere…, con sede in … di proprietà… che sarà trasmesso in…; né risulterà il certificato di iscrizione nell’Albo dei Giornalisti del
    direttore responsabile in carta da bollo!

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