
Jamaloo ha tredici anni. Arrivò all’ospedale Aliabad di Kabul il 27 luglio. I familiari raccontarono che era stata ferita nella sua casa durante un bombardamento americano su Muqur, nella provincia di Ghazni nell’est dell’Afghanistan, roccaforte dei talebani. Quattro membri della sua famiglia erano stati uccisi, e altri tre feriti.

Jamaloo venne trasferita all’ospedale di Emergency, dove fu curata per due settimane, e poi fu portata al centro di riabilitazione della Croce Rossa Internazionale di Kabul. È lì che l’ha incontrata lo scorso febbraio Franco Pagetti. Pagetti è un grande fotografo di guerra, che ha vissuto gli ultimi anni a Bagdad lavorando per Time e nei mesi scorsi ha fotografato invece la guerra in Afghanistan. Jamaloo era al centro da sei mesi (lo lascerà alla fine di febbraio), sempre accompagnata e vegliata da suo zio.

Alberto Cairo, che gestisce i programmi ortopedici della Croce Rossa a Kabul, ci ha spiegato che “una scheggia le ha colpito e danneggiato il midollo spinale, paralizzandola dalla vita in giù (perdita di movimento, sensibilità, controllo urinario e fecale…). Ha anche subito la frattura di un gomito. L’osso si è saldato, ma il braccio ha una funzionalità limitata, una tragedia considerando la paralisi alle gambe. Con dei tutori può stare in piedi e muovere qualche passo appoggiandosi a un deambulatore. Ha davanti a sè una vita difficilissima”.

Le foto di Jamaloo sono di Franco Pagetti.




raro vedere un giornale italiano e ONLINE che pubblica foto così.
Questa è la guerra, inutile girarci attorno. Finalmente qualcuno pubblica queste foto, ai tg dei vari Minzolini & co. fanno vedere solo i soldati con le loro armi scintillanti e gli enormi carri armati, ma la guerra è soprattutto questa. Pensate la vita che ha davanti questa ragazza e riflettete, su quanto siamo fortunati a vivere in Italia.
Per finire un ringraziamento agli autori di questo gran sito d’informazione.
È vero che questa è la guerra che non ci fanno vedere e che noi siamo fortunati a vivere dove viviamo, lontano, e che questa ragazza ha davanti una vita difficilissima… ma se non mi sbaglio quello sull’ultima foto è un sorriso! dovuto –immagino– al fatto di riuscire a muovere piccolissimi passi quando la maggior parte avrebbe ceduto.
Questa è la forza del “piccolo” uomo.