Lettere da un consulente finanziario a Dubai

Quello che il Boston Consulting Group non vuole far sapere in giro.

"Vi racconto perché mi hanno offerto 16.000 dirham in cambio del silenzio".

Keith Yost era andato a Dubai a lavorare come consulente finanziario del Boston Consulting Group (BCG) subito dopo la laurea all’MIT. Durante gli anni del college aveva sgobbato parecchio, e ora si sentiva decisamente soddisfatto dell’offerta e delle prospettive di carriera. Aveva solo paura di non essere abbastanza preparato. Dopo tutto si trattava di un mercato completamente nuovo per lui, e di incarichi importanti. Roba grossa, insomma. Quello che non si aspettava invece era che da subito sarebbe stato presentato come un consulente senior, con anni di esperienza nel settore e con competenze specialistiche che cambiavano di volta in volta a seconda delle esigenze del cliente. Ma soprattutto non si aspettava che in nome delle richieste del cliente lo avrebbero costretto a truccare le sue analisi finanziarie, senza curarsi minimamente delle reali potenzialità dei progetti.

“A volte non dovevo neanche scriverle – racconta – avevamo un servizio in India che le metteva insieme abbastanza bene, bastava fornirgli qualche appunto e un po’ di istruzioni”. Le sue giornate passavano facili ma di notte faceva sempre più fatica a dormire, “non mi davo pace di dover forzare l’analisi verso una conclusione che era palesemente falsa […] Secondo i miei calcoli il piano d’azione del cliente avrebbe prodotto una perdita di un miliardo di dollari. […] Ma il cliente non voleva analisi che contraddissero le sue previsioni, e il mio manager mi disse chiaramente che non era nostro compito mettere in discussione i desideri del cliente”.

Poi la crisi finanziaria ha colpito anche il Dubai, e Keith Yost è stato licenziato come molti altri consulenti del BCG. Con una richiesta molto particolare: firmare un non disclosure agreement che non si limitava a chiedere – come succede di solito – di non divulgare informazioni sui clienti e sul gruppo, ma chiedeva di tacere sull’esistenza stessa dell’accordo. In cambio di una buonuscita di 16.000 dirham. Il racconto della sua avventura a Dubai come consulente del BCG sta uscendo ora a puntate su Tech, la storica testata dell’MIT.

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