Gli aiuti alla Grecia costano consensi alla Merkel

8,4 miliardi di euro per gli aiuti alla Grecia, ma i tedeschi non approvano

La perdita di consensi per la Merkel potrebbe tradursi in una sconfitta elettorale in maggio

L’operazione per salvare la Grecia dalla bancarotta potrebbe costar cara ad Angela Merkel. Lo stanziamento di 30 miliardi di euro previsto dai paesi che adottano la moneta unica ha scontentato la maggioranza dei cittadini tedeschi e potrebbe influenzare il voto in Germania del prossimo 9 maggio.

Secondo il Wall Street Journal, le imminenti elezioni potrebbero penalizzare la cancelliera, mettendo a dura prova la maggioranza di centrodestra nella camera alta del parlamento. Con una maggioranza poco solida, il governo avrebbe meno possibilità di mettere in atto le riforme necessarie per rilanciare l’economia.

Nel corso degli ultimi mesi, l’esecutivo della Merkel ha apportato numerosi tagli alla spesa pubblica necessari per mantenere in ordine i conti dello Stato. «Se la Grecia riceverà i fondi poco prima delle elezioni, si potrebbe sviluppare un dibattito imbarazzante per la Merkel, con gli elettori che si chiederanno perché ci sono i soldi per la Grecia e per loro no» ha dichiarato al WSJ l’analista politico Gero Neugebauer.

Gli ultimi sondaggi stanno mettendo in allarme la maggioranza di centrodestra. Secondo una recente rilevazione, sette tedeschi su dieci non approvano l’iniziativa assunta in sede europea per offrire il finanziamento miliardario al governo di Atene. La Germania partecipa al progetto con uno stanziamento pari a circa 8,4 miliardi di euro, una cifra che secondo i detrattori potrebbe essere utilizzata nel paese per attenuare gli effetti dei tagli alla spesa pubblica. Un altro sondaggio dimostra, invece, una sensibile perdita di consensi per la coalizione della Merkel nello stato federale del Nord Reno-Westfalia, dove il centrodestra raccoglierebbe il 45% dei voti.

La necessità di trovare un accordo politico con i Verdi o i Socialdemocratici potrebbe rendere complicata la gestione della politica economica, sulla quale votano i 16 stati federali in parlamento. Provvedimenti come il promesso taglio delle tasse, le annunciate riforme per controllare meglio la spesa sanitaria e i nuovi tagli della spesa per rimettere in ordine i conti potrebbero arenarsi nelle aule parlamentari.

Angela Merkel ripone le proprie speranze nella possibilità che il pacchetto di aiuti messo a disposizione non venga utilizzato dalla Grecia, che potrebbe superare la crisi senza interventi straordinari europei. Per il governo tedesco, i fondi stanziati sono come un estintore: ci sono, ma non è detto sia necessario utilizzarli. Ritorni di fiamma della crisi permettendo.

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