Bankitalia sospende American Express

American Express non potrà emettere nuove carte in Italia fino a quando non sarà in regola

I possessori delle carte di credito dovevano affrontare tassi elevati nel caso di ritardi nei pagamenti

I sospetti di usura, riciclaggio e la mancanza di trasparenza hanno indotto la Banca d’Italia a bloccare l’emissione di nuove carte di credito American Express nel nostro paese. La divisione europea della società non avrebbe verificato la registrazione dei clienti e avrebbe utilizzato alcuni nominativi di comodo. American Express Europe è inoltre accusata di non aver fornito sufficienti informazioni sulla disponibilità residua del credito dei clienti.

Il provvedimento assunto dalla Banca d’Italia sarà operativo a partire dal prossimo 12 aprile e si aggiungerà a una risoluzione analoga presa nei confronti di Diners Club Italia, che dal settembre dello scorso anno non può rilasciare nuove carte di credito. La sospensione durerà fino a quando le due società non dimostreranno di aver rimediato alle violazioni segnalate da Bankitalia. L’Istituto attende l’adozione di nuove soluzioni per rispettare pienamente le norme antiriciclaggio e i requisiti minimi di trasparenza per i consumatori.

Nel corso delle prossime settimane la sospensione potrebbe essere estesa ad altre società che emettono carte di debito (“revolving”) per i rimborsi rateali. Stando ad alcune indiscrezioni, i soggetti sotto indagine sarebbero almeno una dozzina.

La decisione della Banca d’Italia si ricollega all’indagine di Trani sui tassi applicati dalle società che gestiscono le carte:

A fronte di un debito accumulato di 2.600 euro e di una rata mensile insoluta di 129 euro, si è visto addebitare il pagamento di 686 euro. Un’enormità. Che supera ampiamente il tasso di interesse del 28,98%, la soglia individuata dalla legge oltre la quale il recupero del credito, sia pure con more, ha un altro nome: strozzinaggio. E diventa reato.

Un sistema per generare nuovi interessi attraverso gli interessi già esistenti, raggiungendo così cifre difficilmente sostenibili dai clienti. A questo si aggiungono le anomalie nella registrazione delle utenze, spesso ignote o realizzate con identità fasulle e registrate su banche di San Marino e Città del Vaticano.

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