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  • giovedì 25 marzo 2010

Trattato sulle armi nucleari tra USA e Russia: è quasi fatta

Attesa per aprile a Praga la firma del trattato che taglierà il numero di testate nucleari dei due paesi da 2200 a 1500

Tra gli accordi ci sarebbe anche la ristrutturazione dei piani per lo scudo missilistico americano. Repubblicani preoccupati

Dopo la riforma sanitaria è in arrivo un’altra vittoria per il presidente Obama, e questa volta nel campo in cui ha finora ricevuto le critiche più aspre: la politica estera. Come riportato dal New York Times, i funzionari della Casa Bianca, anche se ancora non in via ufficiale, hanno infatti dichiarato che Stati Uniti e Russia sono a un passo dallo stringere un accordo sulle armi nucleari, che sostituirebbe il Trattato di riduzione strategica degli armamenti (Strategic Arms Reduction Treaty, START) del 1991.

Obama e il presidente russo Medvedev si incontreranno un’ultima volta per definire i dettagli dell’accordo, ma i funzionari di entrambe le nazioni sono certi che il patto verrà firmato entro poco tempo. La firma dei due presidenti avverrà a Praga, e sia gli Stati Uniti che la Russa si starebbero mettendo d’accordo per fissare la data al 5 aprile, ovvero l’anniversario del discorso che Obama tenne nella stessa Praga sulla sua visione di un mondo senza armi nucleari.

Il nuovo trattato abbasserà il limite massimo delle testate per paese, che passerà dal 2200 attuale a 1550. Stessa cosa per i lanciamissili e missili nucleari, che verranno circa dimezzati.

Le due parti hanno discusso per quasi un anno nel tentativo di cercare un accordo, condividendo i dati telemetrici e lavorando alla riduzione di entrambi i progetti missilistici. Il punto centrale delle trattative è stata la richiesta della Russia agli Stati Uniti di rivedere i propri progetti per lo scudo missilistico europeo. Obama ha ristrutturato il piano messo in piedi da Bush, ma questo non ha accontentato Medvedev, che ha di nuovo insistito per altri cambiamenti. Quando Obama si è rifiutato di apportare nuovi cambiamenti, i due paesi sono entrati in una fase di stallo. Rotta, a quanto pare, da un incontro tra Hillary Clinton e Vladimir Putin a Mosca, la scorsa settimana.

Non è ancora chiaro cosa preveda in definitiva il trattato per quanto riguarda gli scudi missilistici, ma i repubblicani hanno già dimostrato preoccupazione per possibili tagli o modifiche al progetto di difesa, ricordando a Obama che fu lui stesso a dichiarare che il progetto dello scudo sarebbe stato lasciato fuori dalle trattative. Saranno quindi i repubblicani il prossimo scoglio del presidente USA. Il passaggio del trattato in Senato richiede 67 voti, e al presidente serviranno 8 o più voti repubblicani per ottenere il suo risultato più importante fuori dagli Stati Uniti.

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