Sepolto vivo nel giurassico

Una duna collassò celando per milioni di anni i resti di un dinosauro del giurassico

Seitaad ruessi deve il proprio nome a una leggenda Navajo e a un esploratore misteriosamente scomparso

Ora è solamente un fossile di dinosauro ritrovato nello Utah, ma 200 milioni di anni fa il Seitaad ruessi scorrazzava sulla Pangea, il supercontinente che includeva tutte le terre emerse. Alto un metro circa, lungo quasi 4 metri e pesante 80 Kg, l’esemplare da poco scoperto era un vicino parente in scala dei sauropodi, i dinosauri dal collo lungo e affezionati a una dieta esclusivamente vegetariana.

Secondo i ricercatori, un giorno il grande lucertolone stava attraversando un’area scoscesa e sabbiosa quando una duna collassò improvvisamente seppellendo vivo il dinosauro. A causa della stazza e della quantità di sabbia e detriti, l’animale non riuscì a districarsi e perì dopo una lenta agonia. Una fine tragica, che ha però consentito ai paleontologi di rinvenire uno dei fossili meglio conservati del giurassico fino a ora scoperti.  Dell’esemplare, rinvenuto in parte nel 2004 per un puro caso, mancano la testa, parte del collo e la coda a causa dell’erosione.

Il nome scelto dai paleontologi, Seitaad ruessi, deriva dalla combinazione di due termini legati ai destini del dinosauro. La parola Seitaad fa riferimento a una leggenda dei Navajo, i nativi che vivono nell’area della scoperta, su un mostro di sabbia che ingoia le persone che attraversano le dune del deserto dello Utah. Ruessi è invece riferito all’esploratore e artista degli anni Trenta Everett Ruess, scomparso misteriosamente quando aveva 20 anni nella medesima area dello stato americano.

I dettagli sul ritrovamento sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PLoS ONE e offrono nuovi elementi sui sauropodomorfi. Esemplari simili al Seitaad ruessi sono stati ritrovati nell’America del Sud e in Africa a testimonianza della particolare diffusione di questi animali nel corso dei primi periodi del giurassico.

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